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Martedì 21 Aprile 2026 ore 13:30
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Digitalizzazione della Pa dopo il Pnrr: il lavoro vero comincia adesso

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri apre domani il dibattito su come far sì che l’enorme sforzo compiuto verso la transizione digitale non venga disperso

Digitalizzazione della Pa dopo il Pnrr: il lavoro vero comincia adesso

Lo scorso 31 marzo 2026 è scaduto il termine ufficiale fissato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale per il completamento dei progetti della Missione 1 Componente 1 del PNRR (decreto 29/2026-PNRR del 19 febbraio 2026, che ha disciplinato anche le proroghe). Questa circostanza pone una questione alla quale è necessario rispondere con una certa urgenza: passata la stagione dei bandi, cosa resta di ciò che è stato costruito, chi lo manterrà, con quali competenze e con quali risorse? Questa la domanda al centro dell’evento promosso dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri “La digitalizzazione nella PA dopo il PNRR. Sfide ingegneristiche per la sostenibilità nel tempo”, in programma mercoledì 22 aprile presso la sede del CNI. Si tratta del primo grande momento istituzionale italiano ad affrontare un tema così determinante per il Paese.

 Il dibattito terrà conto di quattro elementi di base. Intanto, quello dei numeri: 6,14 miliardi investiti, 16.000 amministrazioni coinvolte, 90% dei Comuni aderente agli avvisi cloud. Un grande impegno e un grande lavoro che adesso devono essere gestiti. Un secondo elemento di cui tener conto riguarda i territori: tre quarti dei Comuni hanno governance ICT affidata a fornitori esterni e nei piccoli enti nel 66% dei casi il RTD ha profilo un amministrativo. C’è poi il punto di vista del cittadino che continua ad avere difficoltà di accesso ai servizi digitali di base, basti pensare al caso della carta d’identità elettronica e alle attese per gli appuntamenti. Infine, c’è l’aspetto politico ed economico: il debito pubblico contratto con l’Europa dovrà essere restituito, il che obbliga a far sì che gli investimenti siano produttivi.

 “Il nostro convegno cade appena tre settimane dopo la scadenza dei termini per la chiusura dei progetti relativi alla trasformazione digitale – afferma Carla Cappiello, Vicepresidente Vicario del CNI e promotrice dell’iniziativa unitamente al Comitato Italiano dell’Ingegneria dell’Informazione (C3i) –. L’obiettivo del Consiglio Nazionale è quello di porre in maniera tempestiva una questione di fondamentale interesse per il nostro Paese. Da parte nostra, ci proponiamo di esercitare un ruolo di partner tecnico della PA, offrendo il contributo dell’ingegneria affinché gli oltre sei miliardi di euro investiti nella digitalizzazione non vadano dispersi. Vogliamo essere un attore propositivo all’interno del dibattito pubblico, offrendo un contributo tecnico oggettivo. Soprattutto lanciamo un messaggio chiaro. L’impegno non si esaurisce con la realizzazione delle opere. Adesso si apre la fase della gestione, manutenzione ed evoluzione dei sistemi realizzati. Il lavoro vero comincia adesso. È per questo che desidero ringraziare sia il Coordinatore del C3i Gennaro Annunziata sia il Componente del C3i che si è più speso per questa iniziativa, Massimo Staniscia”.

 “Quando parliamo della digitalizzazione della PA – dice Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI – dobbiamo essere consapevoli che gli investimenti in hardware, software e piattaforme sono una condizione necessaria ma non sufficiente. Una piattaforma digitale senza competenze tecniche di presidio non eroga servizio. Il nodo delle competenze rischia di essere il collo di bottiglia della sostenibilità post-PNRR. L’ingegnere dell’informazione, sia quello che opera nella PA sia il professionista esterno iscritto all’albo, è la figura professionale che può presidiare il ciclo di vita degli investimenti pubblici digitali. Il CNI afferma questo ruolo in positivo, non come rivendicazione di categoria, ma come offerta di servizio al sistema-Paese”.

 Tra i numerosi relatori al convegno, si segnalano le presenze istituzionali di Mario Nobile (Direttore Generale Agenzia per l’Italia Digitale), Paolo Vicchiarello (Capo Dipartimento Funzione Pubblica) e Antonella Galdi (Area Innovazione e Transizione Digitale di ANCI). Un messaggio giungerà anche da Gaetano Manfredi (Presidente di ANCI). Le conclusioni saranno affidate al Vicepresidente del CNI Elio Masciovecchio.

 

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