Sanità pubblica tra risorse limitate e sfida decisiva della governance
Al Master dell’Odcec Napoli il professor Cinque: servono manager preparati, controllo dei costi e strategie efficienti per garantire sostenibilità e diritto alla salute.
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La sostenibilità del sistema sanitario italiano, tra risorse limitate e bisogni crescenti della popolazione, passa sempre più dalla qualità del management e dalla capacità di governare processi complessi. È questo il messaggio emerso nel corso della lezione tenuta dal professor Ettore Cinque agli iscritti del settimo Master in Management delle Aziende Sanitarie 2025/2026, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli in collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa.
L’incontro si è svolto nella sala conferenze dell’Ordine partenopeo, presieduto da Matteo De Lise, e ha rappresentato un momento di riflessione sulle criticità e sulle prospettive della sanità italiana, in una fase storica segnata da forti pressioni sui conti pubblici e da una domanda di servizi sanitari sempre più elevata.
Secondo il professor Cinque, docente di Economia Aziendale all’Università della Campania Luigi Vanvitelli ed ex assessore al Bilancio della Regione Campania, è necessario partire da un presupposto chiaro e spesso sottovalutato nel dibattito pubblico: le risorse destinate ogni anno al Servizio sanitario nazionale non sono sufficienti a coprire integralmente i bisogni reali della popolazione.
«È necessario essere trasparenti con operatori e cittadini – ha spiegato – perché il sistema sanitario si trova a dover fronteggiare una domanda crescente con risorse che, pur importanti, non riescono a soddisfare completamente tutte le esigenze».
Negli ultimi anni, ha ricordato il docente, sono stati comunque messi in campo diversi interventi per migliorare la gestione del sistema sanitario. Tra questi, particolare rilievo hanno avuto i piani di rientro nelle regioni con disavanzi significativi, l’introduzione di criteri più trasparenti nella selezione del management e una maggiore attenzione ai controlli amministrativi e contabili.
Queste misure hanno contribuito a rendere più efficiente la gestione della sanità pubblica, riducendo sprechi e irregolarità. Tuttavia, ha sottolineato Cinque, resta un dato strutturale con cui il sistema deve continuare a confrontarsi: garantire il diritto alla salute comporta costi molto elevati e richiede una gestione sempre più attenta delle risorse disponibili.
A rendere il quadro ancora più complesso intervengono diversi fattori di natura strutturale. Il primo riguarda il rapido progresso tecnologico in ambito sanitario. Le innovazioni scientifiche e tecnologiche, se da un lato consentono diagnosi e cure sempre più efficaci, dall’altro comportano investimenti molto consistenti per l’acquisto di apparecchiature, l’aggiornamento delle infrastrutture e la formazione del personale.
Accanto a questo fenomeno si colloca il progressivo invecchiamento della popolazione. L’aumento dell’aspettativa di vita rappresenta senza dubbio un grande successo sociale, ma determina allo stesso tempo una crescita costante della domanda di prestazioni sanitarie, soprattutto per quanto riguarda le patologie croniche e l’assistenza a lungo termine.
Il risultato è un sistema sanitario chiamato a gestire una pressione crescente sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista organizzativo.
A tutto ciò si aggiunge il contesto macroeconomico generale, caratterizzato da un elevato livello di debito pubblico e da dinamiche geopolitiche e inflattive che incidono sulla capacità di spesa dello Stato. In uno scenario di questo tipo diventa più difficile reperire nuove risorse da destinare alla sanità senza compromettere altri equilibri di bilancio.
Per questo motivo, ha evidenziato Cinque, il ruolo del management sanitario assume oggi un’importanza ancora maggiore rispetto al passato.
La qualità della gestione rappresenta infatti uno degli elementi chiave per garantire la sostenibilità del sistema. Non si tratta soltanto di amministrare risorse finanziarie, ma di governare processi complessi che coinvolgono strutture ospedaliere, servizi territoriali, personale medico e amministrativo, tecnologie avanzate e bisogni sanitari in continua evoluzione.
Secondo il docente, le competenze manageriali devono essere presenti lungo tutta la filiera di governance del sistema sanitario: dal livello ministeriale, dove si definiscono le politiche generali, fino alla direzione delle singole strutture sanitarie sul territorio.
In questo contesto, chi è chiamato ad assumere responsabilità gestionali deve essere in grado di applicare con rigore strumenti di controllo, sistemi di valutazione delle performance e modelli organizzativi capaci di migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi.
«In un settore così delicato – ha osservato Cinque – non è più possibile permettersi sprechi. Ogni risorsa disponibile deve essere utilizzata con la massima attenzione e responsabilità».
La formazione dei dirigenti sanitari diventa quindi un elemento strategico per il futuro del sistema. Ed è proprio su questo terreno che si inserisce l’impegno dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, da anni impegnato nella promozione di percorsi formativi dedicati al management sanitario.
A sottolinearlo è stato Fabio Cecere, presidente della Commissione Sanità dell’Ordine partenopeo, che ha ricordato come il Master giunto alla settima edizione rappresenti uno degli strumenti più importanti per rafforzare le competenze manageriali nel settore sanitario.
«Questo è il settimo Master in management delle aziende ospedaliere organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli in collaborazione con l’Università Suor Orsola Benincasa – ha spiegato Cecere –. Da anni, come professionisti, siamo impegnati nel promuovere nel mondo sanitario una maggiore attenzione ai processi organizzativi, alla programmazione e alla gestione efficiente delle strutture».
Secondo il presidente della Commissione Sanità, l’obiettivo principale di queste iniziative è favorire l’introduzione di modelli gestionali sempre più evoluti e integrati all’interno del sistema sanitario.
La sanità moderna, infatti, non può più basarsi esclusivamente sulle competenze cliniche. Accanto alla professionalità dei medici e degli operatori sanitari è necessario sviluppare una solida cultura manageriale capace di governare organizzazioni complesse, programmare investimenti e garantire l’utilizzo efficiente delle risorse.
In questa prospettiva, il contributo dei commercialisti può risultare particolarmente prezioso, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati alla pianificazione economico-finanziaria, al controllo di gestione e alla trasparenza amministrativa.
Cecere ha ricordato inoltre che l’Ordine dei commercialisti di Napoli può contare su una lunga esperienza in questo ambito. Da oltre venticinque anni, infatti, è attiva una Commissione Sanità che lavora con continuità per la formazione e il supporto della dirigenza sanitaria regionale.
Nel corso degli anni questa struttura ha contribuito a promuovere numerose iniziative di studio, aggiornamento e confronto tra professionisti, con l’obiettivo di rafforzare le competenze organizzative e manageriali nel settore sanitario.
«Il lavoro della Commissione – ha sottolineato Cecere – ha permesso di creare un patrimonio di conoscenze e di esperienze che oggi rappresenta un punto di riferimento per chi opera nella gestione delle aziende sanitarie».
Il successo del Master è stato evidenziato anche da Carmela Padula, componente della Commissione Sanità dell’Ordine di Napoli, che ha sottolineato l’importanza della dimensione formativa e relazionale dell’iniziativa.
Secondo Padula, la scelta di svolgere il Master in presenza presso la sede dell’Ordine dei commercialisti rappresenta un valore aggiunto per i partecipanti.
«Riteniamo molto importante che il Master si svolga nella nostra sede – ha spiegato – perché offre agli iscritti non solo la possibilità di seguire un percorso formativo qualificato, ma anche di creare momenti di confronto e di networking tra colleghi».
La formazione, infatti, non si limita alla trasmissione di contenuti teorici, ma passa anche attraverso lo scambio di esperienze e la costruzione di relazioni professionali che possono rivelarsi fondamentali nella gestione delle organizzazioni sanitarie.
La crescente partecipazione registrata nelle diverse edizioni del Master conferma, secondo Padula, l’interesse e l’attenzione dei professionisti verso i temi del management sanitario.
Il percorso formativo nasce con l’obiettivo di formare figure professionali capaci di dirigere e gestire le aziende sanitarie con competenze adeguate alle sfide attuali.
Si tratta di un’esigenza sempre più evidente in un settore che deve confrontarsi con trasformazioni profonde, sia sul piano organizzativo sia su quello tecnologico.
Un ulteriore elemento di valore del Master è rappresentato dalla modalità di svolgimento delle lezioni, che prevede anche la partecipazione da remoto.
Questa soluzione consente di coinvolgere docenti e relatori di grande rilievo a livello nazionale, ampliando la qualità e la varietà dei contributi formativi offerti ai partecipanti.
Grazie a questo modello didattico ibrido, il Master riesce a coniugare il valore del confronto diretto con la possibilità di accedere a competenze e testimonianze provenienti da diverse realtà del sistema sanitario italiano.
In definitiva, l’iniziativa promossa dall’Ordine dei commercialisti di Napoli rappresenta un esempio concreto di come il mondo delle professioni possa contribuire al miglioramento della sanità pubblica attraverso la formazione e lo sviluppo delle competenze manageriali.
In un contesto caratterizzato da risorse limitate e da bisogni crescenti, la capacità di gestire in modo efficiente le organizzazioni sanitarie diventa infatti uno degli strumenti più importanti per garantire la qualità dei servizi e la tutela del diritto alla salute dei cittadini.
La sfida della sanità italiana non riguarda soltanto la disponibilità di finanziamenti, ma anche – e forse soprattutto – la capacità di utilizzare al meglio le risorse esistenti. Ed è proprio su questo terreno che la formazione dei manager sanitari può fare la differenza, contribuendo a costruire un sistema più efficiente, sostenibile e vicino alle esigenze della popolazione.
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