Senza gli specializzandi gli ospedali non funzionerebbero
Pagati 5 euro l’ora per 13 ore di lavoro.
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La formazione dei giovani medici è affidata al ministero dell’Istruzione. Spesso gli orari dei turni negli ospedali della città superano i limiti di legge e gli stipendi non equiparano enormi sforzi. Gli specializzandi a Milano sono 6mila e denunciano un sistema di sfruttamento.
“Senza di noi, gli ospedali non riuscirebbero ad andare avanti”. Gli specializzandi in medicina sono studenti in formazione, percepiscono una borsa di studio ma lavorano anche 12 o 13 ore al giorno. Dipende dagli impegni, dai ricoveri e dagli interventi. Sono pagati circa 1600 euro al mese. “Ma da questo stipendio bisogna togliere le tasse universitarie, i contributi e i soldi per l’assicurazione”, ci dice uno specializzando iscritto all’Università di Milano. Tutte le persone intervistate hanno chiesto di mantenere l’anonimato e di non essere legate ai nomi degli ospedali che frequentano. Il motivo è semplice: ci sono cose che è meglio non dire ad alta voce.Borse di studio“Gli specializzandi non sono pagati dagli ospedali, ma dal ministero dell’Istruzione”, spiega a MilanoToday Dossier Massimo Minerva, presidente dell’Als (Associazione liberi specializzandi). Le ore in ospedale vengono considerate parte della formazione. Si accede alle borse di studio dopo la laurea. Attraverso la specializzazione, si sceglie il proprio futuro: ginecologia, cardiologia, gastroenterologia, nefrologia e così via. Il percorso dura in media 4 anni.
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