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Terzo settore, Giovani commercialisti chiedono coerenza nelle deleghe

Ungdcec: riconoscere competenze dei professionali e ampliare operatività nel Runts per garantire un+assistenza efficiente agli enti.

Terzo settore, Giovani commercialisti chiedono coerenza nelle deleghe

L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili esprime preoccupazione per le notizie, apprese dagli organi di stampa, relative al conferimento ai tributaristi della delega per il terzo settore, con la conseguente possibilità di operare sul portale del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) per il deposito degli atti. Secondo le stesse informazioni, inoltre, potrebbe essere estesa la facoltà di operare nel Runts, tramite delega del legale rappresentante dell’ente, a qualunque soggetto di sua fiducia.

“Ci preme ribadire che la consulenza e l’assistenza specialistica agli enti del Terzo Settore costituiscono attività che rientrano nel perimetro professionale del dottore commercialista ed esperto contabile e che vengono svolte quotidianamente dai colleghi. Per questo chiediamo che, nell’ambito della Delega al Governo per la riforma dell’ordinamento professionale, tali attività siano comprese in modo espresso tra le competenze tipiche della professione”, spiega Francesco Cataldi, presidente dell’Unione giovani commercialisti.

In tale prospettiva, il presidente dell’Ungdcec richiama “l’urgenza di concludere l’iter di aggiornamento e modifica del d.lgs. 139/2005. Serve una ridefinizione delle competenze professionali più aderente alle esigenze del mercato e alle attività effettivamente svolte dai giovani professionisti, includendo in modo organico adempimenti e consulenza sul terzo settore”.

Francesca Tomada, consigliera dell’Unione giovani commercialisti, sottolinea: “Ad oggi l’operatività nel Runts è consentita al legale rappresentante dell’ente, a un soggetto che ricopra una carica sociale già registrata nel sistema, al notaio limitatamente agli atti da lui ricevuti e al professionista iscritto all’Albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili, ma esclusivamente per il deposito del bilancio. Ne deriva un assetto non coerente con le esigenze operative degli enti, perché limita la possibilità dei professionisti di agire per conto del legale rappresentante negli adempimenti diversi dal bilancio, rallentando l’assistenza e costringendo gli enti a procedure meno efficienti”.

 

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