il giudice stavolta sei tu, ecco lo slogan del Comitato del Sì.
A marzo 2026 gli italiani decidono sulla riforma costituzionale della magistratura. Spiegare a tutti il senso della riforma.
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Il presidente del Comitato per il Sì lancia l’allarme sul ruolo dell’Associazione magistrati nella campagna referendaria.
Il presidente del Comitato per il Sì al referendum sulla giustizia ed ex giudice della Consulta Nicolò Zanon si è detto «preoccupato» per la posizione dell’Anm rispetto alla riforma approvata dal Parlamento. Lo ha detto lo stesso Zanon in occasione della presentazione del Comitato in Senato, alla presenza del portavoce Alessandro Sallusti e della segretaria generale Isabella Bertolini, avvocata e consigliera Csm. «Ho qualche imbarazzo a parlarne», ha affermato Zanon a una domanda sulle risorse finanziarie che l’Anm sta investendo nella campagna. «Usano i soldi dei loro associati. Leggo che non tutti gli associati sono così contenti del fatto che il loro contributo venga usato in un’unica direzione. Capisco bene, sono valutazioni che competono al direttivo dell’Anm. Ma è vedere l’Associazione nazionale dei magistrati come un monolite politico che si oppone a una riforma votata dal Parlamento, che a me, come costituzionalista, provoca qualche imbarazzo».
Perplessità, quelle sull’Anm, che vanno anche oltre il referendum. «Quando finirà questa aspra campagna referendaria che ha visto l’Associazione magistrati schierata in questo modo, qualunque sia l’esito del referendum, quale sarà il prestigio e l’immagine dell’ordine giudiziario?», si è chiesto Zanon. «Sono domande che mi faccio come costituzionalista, e le risposte che mi do sono risposte preoccupate. Sono qui per suscitare un problema costituzionale di enorme importanza, che è questa idea del sindacato dei magistrati come grande oppositore politico di una riforma costituzionale di fronte ai cittadini. Questo è un grande problema».
Quello presentato ieri non è un comitato “simbolico” ma una struttura già operativa, nata per vincere una battaglia che i promotori definiscono «di civiltà». Ci sono magistrati, accademici e giuristi, ma anche esponenti della società civile e imprenditori. Tra i soci fondatori ci sono il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco e il vicepresidente della Fondazione dell’avvocatura italiana Vittorio Minervini.
Il messaggio lanciato dal Comitato è netto: la riforma non è contro la magistratura, ma per la magistratura e i cittadini, un messaggio da diffondere in primis attraverso una forte mobilitazione sui social, destinata a rappresentare uno degli assi portanti dell’iniziativa referendaria. Lo slogan “Questa volta il giudice sei tu!” accompagnerà tutte le pubblicazioni social del comitato, trasformando il referendum in una chiamata diretta alla responsabilità e alla partecipazione democratica.
Il presidente Zanon ha poi criticato chi, come lo storico Alessandro Barbero, si lancia in commenti giuridici su questioni non propriamente di propria competenza. «Potremmo cogliere l’occasione per dire a Barbero che sarebbe bello un dibattito pubblico in cui, pacatamente, tra due colleghi universitari si discute della riforma: lo farei davvero volentieri». Pur nel rispetto «per un grande storico», Zanon ha sottolineato alcuni aspetti. «Se si occupa di storia mi inchino, e dico chapeau, ma se si occupa di diritto mi permetto di dire che alcune cose che ha detto sono sbagliate». In particolare sul tema del rischio di un indebolimento della magistratura con la riforma, l’ex vicepresidente della Consulta ha osservato che «nel testo anzi c’è scritto il contrario; con questo nuovo articolo 104, il pm viene rafforzato nelle sue garanzie». Ma c’è stato spazio anche per un commento sulle polemiche legate alla presa di posizione di alcuni esponenti del Pd a favore del Sì, con tanto di richiesta di espulsione degli stessi alla segretaria Elly Schlein da parte del rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari.
«Il 12 gennaio a Firenze (all’evento “La sinistra che vota Sì”, ndr) Barbera, Ceccanti, Fusaro e tanti altri esponenti del centrosinistra hanno dato una lezione ai “gruppettari” del Pd attuale che non conoscono la storia della sinistra e dello stesso Pd negli ultimi vent’anni», ha risposto Zanon a specifica domanda del Dubbio.
Il Comitato prevede iniziative in tutto il Paese, di qui ai prossimi due mesi, tra cui un grande evento già programmato per il 17 febbraio a Milano alla presenza di avvocati, giuristi ma non solo. «Vorremmo che il nostro Comitato, che si autofinanzia, fosse il più aperto possibile alla società civile», ha detto Sallusti, ipotizzando anche dei contributi economici da parte di parlamentari di centrodestra «in quanto cittadini».
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