Cosa c'è nel nuovo decreto sicurezza
Guerra alle baby gang, pugno duro nelle manifestazioni ed espulsioni più facili.
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Il provvedimento è ancora una bozza. Si tratta di quaranta articoli, con particolare attenzione alla delinquenza minorile e all’immigrazione.
Baby gang, “maranza” e migranti sono le tre direttrici su cui si muove il nuovo decreto Sicurezza su cui sta lavorando il governo Meloni. Al momento il testo è una bozza, che deve ancora essere definita. I contenuti però sono stati anticipati. Ecco cosa c’è nei quaranta articoli.
Nuove “zone rosse”
I prefetti potranno istituire le zone rosse “nelle aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, possibilità oggi prevista solo in casi eccezionali e urgenti”. Per aumentare la sicurezza nelle stazioni ferroviarie, chiesta a gran voce dopo l’omicidio del capotreno a Bologna, c’è un fondo di 50 milioni del ministero dell’Interno che nel 2026 servirà a finanziare accordi di collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e il Gruppo Fs.
Guerra a baby gang e “maranza”
Ampliamento del catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni, inserendo anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo. C’è poi la possibilità di multare i genitori.
Scatta il divieto di vendere coltelli ai minori, anche sul web, e l’obbligo per i commercianti di tenere un registro delle vendite.
Non fermarsi all’alt delle forze polizia diventa illecito penale punito con la possibile reclusione “da sei mesi a cinque anni”, sospensione della patente di guida, confisca del veicolo e arresto in flagranza differita.
Viene introdotto anche il “fermo di prevenzione” durante le manifestazioni. Viene prevista la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia, nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperte al pubblico, di trattenere “per non oltre 12 ore” i manifestanti se sospettati “di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche”.
Espulsioni di migranti più facili e ong lontane
Ampia parte del decreto è dedicata all’immigrazione. C’è una stretta anti-ong. In particolare, si introduce la possibilità di interdizione temporanea del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.
La misura può durare al massimo trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta.
I migranti eventualmente a bordo di imbarcazioni sottoposte all’interdizione possono essere condotti anche in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza “con i quali l’Italia ha stipulato appositi accordi o intese che ne prevedono l’assistenza”.
Le espulsioni diventano più facili dopo il secondo ordine di allontanamento del questore. Chi è ritenuto soggetto “pericoloso” per la sicurezza dello Stato potrà essere riconsegnato allo Stato di appartenenza dal ministero dell’Interno.
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