Camera Penale Veronese banchetti nelle piazze per il Sì al referendum
Una battaglia di Trent’anni
«Per l’Unione delle Camere Penali Italiane la separazione delle carriere non è una questione politica. Portiamo avanti questa battaglia da oltre trent’anni, a prescindere dai governi e dalle maggioranze». Spazzano via il «cappello politico» e prendono posizione, i penalisti veronesi, sul referendum per la separazione delle carriere dei magistrati. Consultazione per la quale non è ancora stata fissata una data, anche se alcuni sussurri dal ministero della Giustizia indicano i primi giorni di marzo 2026. Pochi mesi, dunque, per una campagna referendaria che è anche la «prima grande iniziativa» del nuovo direttivo della Camera Penale Veronese, con presidente l’avvocato Stefano Gomiero, vicepresidente l’avvocato Stefano Zanini, segretario l’avvocata Greta Sona, tesoriere l’avvocato Enrico Costantini e consiglieri le avvocate Fabiana Treglia, Sara Barbesi e Maria Mancioppi. Si muoverà sulla linea delle «129 Piazze per il Sì» che si sta sviluppando a livello nazionale, la campagna dei penalisti veronesi. E lo farà a partire da oggi, con il primo dei banchetti informativi in piazza a Legnago,
Il presidente Stefano Gomiero Non sarà una battaglia contro la magistratura, ma l’opportunità per arrivare ad avere un giudice terzo ed equidistante da accusa e difesa
per poi continuare il 23 ed il 30 dicembre a Verona, al mercato di Borgo Venezia, a seguire il 2 gennaio a San Zeno, il 7 e il 21 gennaio in Borgo Trento, il 10 gennaio in Piazza Bra, il 16 gennaio al Saval, il 17 e 24 gennaio a Porta Borsari.«Non sarà una battaglia contro la magistratura – le parole del presidente della Camera Penale Veronese Stefano Gomiero – ma l’ultima opportunità di portare a compimento, nell’interesse dei cittadini, un percorso iniziato nel 1988, per arrivare ad avere un giudice terzo ed equidistante da accusa e difesa, allineando così l’Italia alle altre democrazie». Spiegano, i penalisti, che «dal Codice Vassalli del 1988, passando per il ministro Flick nel primo Governo Prodi e per la Bicamerale D’Alema nel 1997, esponenti di diversi schieramenti hanno sostenuto questa riforma. Nel 2017 l’Unione Camere Penali Italiane raccoglieva oltre 72.000 firme per un disegno di legge di iniziativa popolare. Quel percorso trova oggi il suo compimento».
Aggiungendo che « l’Italia è l’unico Paese tra le democrazie avanzate a mantenere un modello unitario della magistratura. In tutta Europa i ruoli di giudice e pubblico ministero sono distinti. La separazione delle carriere è una scelta che parla di equilibrio, di terzietà, di diritti dei cittadini. Non è un atto contro la magistratura, ma una riforma a favore del cittadino, che rafforza la qualità della nostra democrazia e la credibilità della giustizia. Il referendum non è una prova di tenuta del governo, né uno scontro tra poteri: è un’occasione di partecipazione democratica per una giustizia più equa e per una magistratura libera dal correntismo, autonoma ed autorevole». Da tutto questo la decisione dei penalisti veronesi di aderire a «129 piazze per il sì».
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