Via libera al ddl sul consenso informato a scuola
La Camera approva il disegno di legge sul consenso informato per i percorsi di educazione affettiva: il testo passa al Senato tra divisioni politiche e accuse di ingerenza ideologica.
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Il provvedimento arriva in Aula dopo settimane di polemiche e si configura come una delle iniziative identitarie del governo Meloni in ambito scuola. La maggioranza rivendica l’intervento come una tutela delle famiglie e come una cornice che garantisce scientificità, trasparenza e controllo sui contenuti formativi riguardanti temi sensibili, dall’affettività alla sessualità. Il ministro Valditara lo presenta come un tassello della più ampia riforma educativa improntata a “valori costituzionali” e responsabilità civica.
L’opposizione, invece, critica il ddl come un meccanismo che rischia di limitare l’autonomia scolastica e di frenare progetti educativi su affettività, uguaglianza di genere e prevenzione della violenza. Alcuni gruppi parlano di un tentativo di inserire un filtro ideologico governativo e di ostacolare percorsi già consolidati in molte scuole. Il voto mostra una netta spaccatura politica, segnalando che anche al Senato il confronto potrebbe essere acceso.
La misura, pur tecnicamente circoscritta al tema del consenso informato, diventa così un terreno di scontro più ampio sulla visione culturale della scuola italiana: da un lato chi punta a rafforzare il ruolo delle famiglie e il controllo sui contenuti sensibili; dall’altro chi teme un arretramento sui diritti educativi e sulla libertà didattica.
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