DAL GOVERNO INACCETTABILE ELEMOSINA DI STATO
Servono misure serie a sostegno delle professioni
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“Se avanza qualcosa, la diamo ai liberi professionisti” questa la sintesi di quanto contenute nel Decreto Legge appena pubblicato in favore dei liberi professionisti. Il Decreto Legge “Cura Italia” non contiene di fatto alcuna concreta misura in favore dei liberi professionisti, e in particolare dell’Avvocatura. Certamente non può essere definita tale la previsione fondo denominato: “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire a tutti i lavoratori dipendenti e autonomi un’indennità di 300 milioni di euro per l’anno 2020, e che attribuirà soltanto una eventuale quota di detto importo ai liberi professionisti iscritti alle casse professionali. La versione definitiva del Decreto è dunque peggiore di tutte le bozze trapelate nei giorni scorsi, perché attribuisce ai liberi professionisti iscritti alla casse private soltanto una quota eventuale e residuale del fondo istituito, che non potrà essere superiore a qualche decina di euro. Pur comprendendo la difficoltà di operare nel pieno di una emergenza sanitaria epocale, non può non essere censurato il comportamento del Governo che, di fatto, ignora i liberi professionisti e scarica sulle rispettive casse di previdenza l’onere di fornire concreta assistenza ai propri iscritti. Nell’attesa che, nei prossimi provvedimenti, il Governo prenda in seria considerazione lo stato di assoluta criticità dei liberi professionisti, l’Aiga chiede alla Cassa Forense l’individuazione di misure a sostegno della classe forense.
La proroga della sospensione delle attività processuali fino al 15 aprile, e soprattutto l’evoluzione della emergenza sanitaria inducono a ritenere che per lungo tempo l’Avvocatura risentirà di questo forzato stop.
Per questo motivo le misure assunte dal Cda di Cassa Forense dell’11 marzo 2020 devono ormai considerarsi insufficienti. Nel reiterare le richieste già contenute nella nota inviata dall’AIGA al Presidente di Cassa Forense del 9 marzo 2020, si condivide il contenuto delle richieste formulate ieri 17 marzo 2020 alla Cassa Forense dall’Ocf (a cui va la gratitudine dell’Aiga per l’importantissimo lavoro che sta svolgendo in queste ore a tutela dell’Avvocatura) di prevedere:
- la cessione, pro-soluto, dei crediti che gli Avvocati Italiani hanno nei confronti dello Stato per le prestazioni rese in regime di patrocinio a spese dello Stato e già liquidate;
- strumenti straordinari di credito, agevolati sia quanto alle condizioni finanziarie che alla valutazione del rischio – anche in chirografo ed eventualmente anche a sconto dei crediti che i Colleghi vantino nei confronti dei rispettivi clienti.
A ciò si aggiunga la necessità di prevedere un intervento su tutte le forme di contribuzione previste per l’anno in corso disponendone una sostanziale riduzione in percentuale al reddito ed autorizzando adeguate e prolungate formule di rateizzazione per i pagamenti (fino ad un massimo di cinque anni, così come avvenuto per i colleghi colpiti dagli eventi sismici del 2016).
Unitamente a ciò, si rendono necessarie misure di carattere assistenziale a sostegno della genitorialità nonché a sostegno degli iscritti che sono e che saranno chiamati ad assistere familiari stretti colpiti, in via diretta e/o indiretta, dall’emergenza sanitaria in atto. L’Avvocatura, in questo momento così difficile, ha bisogno di non sentirsi abbandonata. La Cassa Forense, preso atto che il Governo ha vergognosamente scaricato tutti i liberi professionisti, faccia sentire forte la sua vicinanza.
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