Professionisti della salute nei Tribunali.
Al via il corso per i Ctu sanitari.
In evidenza
Si è svolto venerdì scorso, a Genova il primo incontro formativo per Consulenti tecnici di ufficio (Ctu) in ambito sanitario. Promosso dall’Ordine delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione (Ordine Tsrm e Pstrp) di Genova, Imperia e Savona a cui afferiscono 19 categorie di operatori della salute. Il corso nasce dalla Riforma Cartabia che ha istituito l’albo nazionale dei Ctu, con l’obiettivo di uniformare la disciplina e ampliare l’accesso alle professioni sanitarie come esperti nei tribunali.
Una svolta per la giustizia italiana. Il giudice, trovandosi dinanzi a delle controversie tecniche e altamente specifiche – per esempio, una presunta responsabilità medica, l’adeguatezza di una procedura diagnostica, o l’uso corretto di una apparecchiatura – deve potersi dotare dell’assistenza di un parere esperto e ben informato. È qui che entra in gioco il Ctu o perito, nominato dal giudice per fornire una consulenza imparziale e tecnica, affine alle proprie competenze.
Se qualche anno fa questa attività era riservata ai solo medici, dopo l’emanazione del Decreto Ministeriale (DM) 109 del 4 agosto 2023, anche i professionisti sanitari, non appartenenti alla classe medica, possono trovare posto all’interno degli albi per consulenti tecnici di ufficio o periti, tenuti presso i tribunali.
Il riconoscimento, dunque, del ruolo del professionista sanitario come esperto in sede giudiziaria è anche il frutto del lungo percorso evolutivo che queste figure hanno compiuto negli anni. Infatti, oggi per diventare un professionista sanitario ed esercitare la professione corrispondente, è necessario conseguire una laurea, iscriversi all’ Ordine professionale e aggiornarsi periodicamente, per fornire pareri, non solo “tecnici”, ma anche giuridicamente ed eticamente qualificati.
«Il nostro Ordine – osserva il Presidente Antonio Cerchiaro – è attivo a più livelli per facilitare l’accesso dei professionisti sanitari all’interno dell’elenco dei consulenti tecnici, e promuovere una formazione adeguata orientata al contesto forense come l’incontro odierno».
Non mancano però le criticità. In molte procure, l’elenco dei Ctu è ancora dominato dalla professione medica, con una scarsa presenza o addirittura assenza dei professionisti sanitari.
«Spesso – afferma Simona Tani, Componente del Consiglio direttivo dell’Ordine Tsrm e Pstrp – a influenzare la proposta degli avvocati e la nomina da parte del Giudice di selezionare come Ctu un medico, è la scarsa conoscenza delle competenze di questi operatori della salute, ostacolandone la piena valorizzazione del loro ruolo».
Tuttavia, il crescente numero di contenziosi sanitari, unito alla complessità delle tecnologie usate in medicina, rende imprescindibile l’apporto di figure altamente specializzate. Il professionista sanitario come Ctu o perito può essere – e spesso è – l’anello mancante per garantire una giustizia davvero competente in ambito sanitario.
Nella giornata si sono intervallate relazioni di alto profilo, che hanno fornito ai discenti una formazione qualitativa eccellente, stimolando un confronto costruttivo con chi è intervenuto.
Altre Notizie della sezione
Commercialisti, il futuro dopo la riforma
31 Agosto 2026L’Anc riunisce istituzioni e professionisti per discutere riforma, competenze e nuove sfide della categoria.
Un libro per ricordare Sforza Fogliani
28 Agosto 2026Il 18 settembre a Piacenza la presentazione del volume dedicato al giurista, banchiere e protagonista del pensiero liberale.
Direttiva Bolkestein e concessioni balneari: il confronto sul futuro del settore
25 Agosto 2026Il 28 agosto al Museo del Mare l’incontro promosso dall’Ordine dei Commercialisti di Paola. Al centro gare pubbliche, indennizzi, normativa regionale e qualità delle acque.
