Nessuno grida più Slava Ukraini.
Tutti gli indizi portano a una pace ingiusta.
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La prepotenza vince, sostenuta dagli interessi economici e/o muscolismo dei potenti di turno.
La cosa che mi colpisce altrettanto è il cinismo dei commentatori dal divano di casa.
Dopo un lungo periodo iniziato dopo il secondo conflitto mondiale, caratterizzato dalla cultura dei diritti sovranazionali, stiamo ritornando all’egoismo individuale e nazionale.
Dietro quelle due parole pronunciate in Occidente si celava tanto. Si celava il forte spirito di condivisione e l’empatia nei confronti degli ucraini, lo sdegno e la disapprovazione per la brama di potenza della Russia, ma soprattutto una promessa.
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