Camere ferme fino a martedì. Le opposizioni: Stop ai lavori finché il governo non spiega su Almasri
Protestano le opposizioni alla Camera, i lavori slittano, seduta sospesa.
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L’aula del Senato verrà sospesa fino a martedì: è quanto chiesto dalle opposizioni e deciso dalla conferenza dei capigruppo, dopo le mancate informative dei ministri Nordio e Piantedosi sul rimpatrio del generale libico Almasri e l’inchiesta in cui è coinvolta la premier Giorgia Meloni.
“Non andremo avanti con i lavori finché il governo non chiarirà i contorni della vicenda, che non è solo giudiziaria ma essenzialmente politica e molto grave”, ha detto il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, al termine della riunione e parlando insieme ai colleghi del M5s. Avs e Italia viva. La prossima capigruppo è stata convocata martedì alle 15.
Nell’Aula di Montecitorio i partiti delle minoranze sollecitano a più riprese il governo a “non disertare” le Camere e a “non sottrarsi al confronto parlamentare”. E allo stesso tempo stigmatizzano i “violenti attacchi” della maggioranza contro la magistratura in quanto, sostengono, l’iscrizione della premier sul registro degli indagati rappresenta “un atto dovuto”. Così alla Camera tiene banco il caso Almasri e slitta l’esame di diverse mozioni all’odg della mattinata. Dopo le proteste delle opposizioni che, in Aula, hanno chiesto lo stop dei lavori fino alla convocazione immediata della capigruppo – poi confermata per le ore 14 – la seduta è stata sospesa.
“C’è stata la disponibilità del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Ciriani, a venirci a riferire in giornata, a dirci il nulla probabilmente. Ma comunque non l’abbiamo colta. E’ del tutto evidente che non è sufficiente una comunicazione dei ministri e non è chiaro come un governo, da un lato possa dire che per rispetto nei confronti della magistratura, non possa far venire Nordio e Piantedosi, e dall’altro il presidente del Consiglio attacchi frontalmente la magistratura nel video di ieri. Non è chiaro come il ministro Ciriani possa venire a dire cose che non possono dire Nordio e Piantedosi, se può leggerlo Ciriani anche gli altri possono farlo”. Così il capogruppo del M5s al Senato, Stefano Patuanelli.
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