Il referendum sulla cittadinanza fatto per acchiappare consensi
Per gli Italiani la legge attuale è sufficiente, forse è anche troppo permissiva.
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Nonostante la raccolta firme sia stata favorevole, una prima rilevazione riguardante l’espressione di voto mostra il vantaggio dei contrari alla riforma. Secondo Termometro Politico c’è, infatti, un 42,3% di persone che afferma che voterebbe “certamente no, la legge attuale è sufficiente, forse è anche troppo permissiva, 5 anni sono pochissimi, si favorirebbe ulteriormente l’immigrazione”. A questi, si aggiunge un 11,1% che tende più al no che al sì in quanto “5 anni per un adulto sono pochi, meglio favorire, con lo Ius Scholae, la cittadinanza per i minori già nati o arrivati piccoli in Italia”. si rileva un 35% che voterebbe sicuramente a favore “anche perché i requisiti di reddito e conoscenza della lingua sono stringenti, chi lavora ed da almeno 5 anni è già parte della comunità”. Ai convinti del sì, si aggiunge un altro 10,2% che tende verso l’opzione di revisione affermando di preferire” uno Ius Scholae per i minorenni, magari dopo 10 anni di studi, ma questo referendum è un segnale a favore dell’integrazione”.
Tirando le somme, c’è una forbice di 8 punti circa, che vede il vantaggio del No al referendum, tra sicuri e potenziali (53,4% per il No, 45,2% per il Sì). In pochissimi non sanno o non intendono rispondere (1,4%).
Ma cosa comporta acquisire la cittadinanza?
Questo status trasmette alla persona una serie di benefici di natura civile, politica e sociale, che permettono al cittadino di usufruire di vari diritti, che uno straniero non può godere. dal punto di vista civile, al cittadino italiano viene garantita l’eguaglianza dinanzi alla legge, a prescindere dal sesso, dalla razza, dalla lingua, dalla religione o dalle opinioni politiche. Questo riconoscimento si traduce in libertà di movimento, di associazione, di religione, di riunione, di tutela della proprietà e, in genere, in tutte le libertà civili che lo Stato si impegna a garantire, rimuovendo gli ostacoli che ne limitano il godimento.
Dal punto di vista politico, il cittadino potrà decidere, col suo voto, chi formerà il governo nazionale, ma anche quello locale. Potrà, pure, candidarsi alle elezioni amministrative ed essere un rappresentante degli stessi nelle vicende nazionali e locali. E proprio su questo puntano i promotori del referendum: aumentare i consensi elettorali.
Potrà, inoltre, aderire a quegli strumenti partecipativi previsti a tutela del cittadino, quali il referendum, o la petizione popolare.
Infine, la cittadinanza riconosce la possibilità per la persona interessata di ottenere le prestazioni assistenziali garantite dallo Stato, quali la malattia, la pensione di vecchiaia, i sussidi per la disoccupazione, il reddito di cittadinanza e quant’altro.
Avere la cittadinanza italiana permette infine di partecipare a tutti i concorsi pubblici, anche a quelli previsti per assunzioni a ruoli dirigenziali, e ai bandi che permettono, se superati positivamente, di diventare Magistrato e di entrare nelle Forze Armate.
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