La regolarizzazione delle rimanenze di magazzino.
È il titolo del documento di ricerca realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione nazionale Ricerca dei commercialisti, curato dalla commissione di studio "Imposte dirette" del Cndcec nell’ambito dell’area di delega "Fiscalità affidata al Consigliere tesoriere Salvatore Regalbuto.
In evidenza
Il testo prende spunto dalla legge di bilancio 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213) che, con i commi da 78 a 85 dell’articolo 1, ha previsto la possibilità per gli esercenti attività d’impresa di procedere alla regolarizzazione delle rimanenze iniziali di magazzino relativamente al periodo d’imposta in corso al 30 settembre 2023.
La regolarizzazione si realizza adeguando il valore delle esistenze iniziali a quello effettivo e prevede il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi (Irpef e Ires) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), a cui deve aggiungersi l’imposta sul valore aggiunto (Iva) nel solo caso di riduzione del magazzino.
Il lavoro illustra l’ambito soggettivo e oggettivo della disciplina, le modalità di regolarizzazione, le imposte dovute e le relative modalità di versamento, gli effetti dell’adeguamento, nonché le modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi nella quale dovranno essere indicati i dati relativi alla regolarizzazione stessa e si conclude con l’esame dei profili contabili dell’operazione.
La Stampa
Altre Notizie della sezione
Trentino: ok Aula Senato a nuovo statuto, è legge
14 Maggio 2026Con 129 voti favorevoli, nessun contrario e 48 astensioni il Senato ha dato iil via libera definitivo al ddl costituzionale recante modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Sudtirol.
Dati dei vip rubati e rivenduti: 29 indagati
13 Maggio 2026Smantellata rete criminale tra accessi abusivi e corruzione: sequestri per 1,3 milioni di euro.
Il caso Minetti collassa e il Fatto tira fuori i bunga-bunga uruguayani
12 Maggio 2026Incassato l’annuncio della procura sulla grazia, arriva “reportage scottante”. È la fase terminale del giustizialismo: quando non resta più nulla da accusare, si sposta il processo sul piano morale.
