Agenzia Entrate, codici fiscali in C.U. solo se già in possesso del datore di lavoro
Accolta la richiesta del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro
Risolte le criticità legate alla segnalazione dei codici fiscali nelle certificazioni uniche, segnalate nei giorni scorsi dal Consiglio Nazionale dell’Ordine all’Agenzia delle Entrate. Oggi sono pervenute al Presidente Rosario De Luca le necessarie precisazioni utili a chiarire le criticità scaturenti dalla risoluzione n. 55/E del 3 ottobre 2023.
Più nel dettaglio, con la nota prot. 386245 del 27 ottobre 2023, viene chiarito che la compilazione è circoscritta alle sole ipotesi in cui il datore di lavoro sia già in possesso dei dati.
Più specificamente, l’obbligo riguarda le seguenti tre situazioni:
- il dipendente, in sede di conguaglio, richiede al sostituto il riconoscimento di una detrazione per le spese sostenute per conto del figlio (es. fattura di una spesa medica intestata al figlio);
- agevolazioni ai fini del calcolo dell’addizionale regionale Irpef in presenza di figli a carico;
- non concorrenza alla formazione del reddito, entro il limite di 3.000 euro, del valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti con figli a carico per il 2023.
Come si ricorderà il Consiglio Nazionale dell’Ordine, con una lettera del 24 ottobre 2023, aveva manifestato perplessità in ordine alla richiesta di indicare nella Certificazioni uniche i codici fiscali dei figli anche non a carico.
“Sono state accolte le nostre osservazioni e per questo ringraziamo il dottor Savini e il dottor Monaco dell’Agenzia delle Entrate, ma anche il direttore generale Inps Vincenzo Caridi per la disponibilità a far dialogare le reciproche banche dati – commenta il Presidente De Luca – . Per aiutare il Paese a crescere, anche nel rapporto tra Istituzioni, cittadini e intermediari, è necessario attivare queste forme di cooperazione istituzionale essenziali per snellire i processi”.
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