Bene la conferma della flat tax, ma venga estesa alle aggregazioni tra professionisti.
La multidisciplinarietà non venga ostacolata fiscalmente
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Positivo che il Governo abbia deciso di mantenere il regime di tassazione forfettario per tutti gli autonomi, professionisti e imprese che dichiarano ricavi o compensi fino a 65mila euro. Occorre ora però un ulteriore e determinante passo in avanti, in quanto la flat tax così come è attualmente è incompatibile con la partecipazione ad associazioni professionali e a società tra professionisti, rischiando dunque seriamente di non favorire quello che invece deve essere il futuro e la crescita dei professionisti in Italia. Non ha senso vanificare questa misura, perché la multidisciplinarietà, anche in considerazione dell’introduzione di novità normative, come il nuovo codice della crisi d’impresa, sarà la cifra dei professionisti nell’immediato futuro. Dalla prima introduzione delle misure in tema di regime forfettario e di flat tax abbiamo da subito evidenziato che innanzitutto occorre stabilità nel tempo delle misure fiscali che di volta in volta vengono adottate, essendo assurdo che le stesse possano essere stravolte di continuo, e che le aggregazioni professionali – continua Pansini – dovevano e devono essere incentivate perché un regime forfettario che riguarda solo il singolo professionista pone problemi di concorrenza all’interno delle stesse professioni e disincentiva forme di investimento sull’organizzazione e sulla crescita della professione. La tematica è trasversale nel mondo delle professioni in Italia, e l’esigenza di fruire delle agevolazioni anche per chi esercita in forma associata è stata proprio oggi ribadita dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti. Dunque il Governo incentivi le aggregazioni, e non disgreghi invece quello che il mercato richiede con insistenza, ovvero professionisti altamente specializzati che operino in sinergia tra loro.
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