Tracciabilità, sicurezza e innovazione
Le proposte del notariato per rilanciare il mercato dell’arte in Italia
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Riduzione dell’Iva sulla vendita delle opere d’arte, creazione di un registro volontario -su modello blockchain- di opere d’arte certificate, digitalizzazione del patrimonio artistico pubblico, modifica della disciplina dell’Art Bonus e tokenizzazione dei crediti fiscali per incentivare il mecenatismo. Il Consiglio Nazionale del Notariato ha presentato oggi a Roma – in occasione del 56° Congresso Nazionale del Notariato durante la tavola rotonda dal titolo: “Trasparenza, innovazione e sicurezza: diamo valore all’arte e alla cultura in Italia” – alcune proposte che vanno nella direzione di rendere il mercato dell’arte vantaggioso dal punto di vista fiscale, sicuro, trasparente e tracciabile.
All’evento hanno preso parte Ilaria Bonacossa; Direttrice del Museo dell’Arte Digitale; Antonio Addamiano, Fondatore di Dep Art Gallery; Giorgio Sotira CEO Civita Mostre e Musei; Roberto Cordeiro Guerra, Ordinario di diritto Tributario, Università di Firenze; Giorgio De Finis, Direttore del Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia e del Museo delle Periferie e Diego Apostolo, Componente della Commissione Informatica del Consiglio Nazionale del Notariato.
In Italia, l’industria dell’arte genera un volume d’affari pari a 1,46 miliardi di Euro, con un impatto complessivo economico sul Paese di 3,78 miliardi di Euro di indotto (fonte: Nomisma 2021). Ma si tratta di uno dei settori economici a più alta opacità sistemica, penalizzato dall’incertezza delle regole e da una fiscalità più onerosa rispetto all’estero, che comporta problematiche sia per chi vuole investire in arte sia per gli stessi artisti e operatori del settore.
Altra problematica riguarda la contraffazione. Sono ben 1.547 i falsi sequestrati nel corso del 2020 dal Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale italiano. Di questi l’87% appartiene al segmento dell’arte contemporanea. La restante parte riguarda reperti archeologici e beni di altre epoche. Il controvalore complessivo dei falsi sequestrati è stimato in circa 416 milioni di Euro, qualora immessi sul mercato come autentici.
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