RIPENSARE IL WELFARE
Dottori commercialisti: sia strumento di crescita della comunità
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Oltre 1,6 milioni di contributi agli iscritti con uno studio professionale in affitto (per quasi 2.400 domande deliberate), potenziamento da 3 a 4,2 milioni di contributi a supporto della professione (per quasi 1.600 istanze pervenute), 450.000 euro di contributi a supporto del finanziamento (oltre 800 domande), sospensione dei contributi e degli altri termini previdenziali e amministrativi dal 23 febbraio al 2 novembre 2020: ecco alcuni degli interventi messi in campo dalla Cassa dottori commercialisti (Cdc) a favore dei propri iscritti nell’anno del Covid e contenuti nel Reputational Report 2020 presentato nel corso del Forum in previdenza “Non c’è più il futuro di una volta – Disegnare e costruire il welfare di domani”, ieri a Roma. “Quest’edizione del Forum in previdenza – ha dichiarato il presidente della Cassa Stefano Distilli – viene realizzata a un anno e mezzo dall’inizio dell’emergenza che ha evidenziato l’importanza strategica delle politiche di welfare non solo come tutela di lavoratori, famiglie, giovani, categorie disagiate, ma anche come opportunità di crescita e rilancio anche economico del Paese.
È per questo che anche il welfare va ripensato, attualizzato e guardato da una diversa prospettiva, per renderlo sempre più uno strumento di crescita per l’intera comunità ed un collante virtuoso tra generazioni diverse, nella consapevolezza che il futuro di tutti noi dipende dal presente di tutti noi. E il welfare deve aiutarci a gestire i rischi e gli imprevisti, ma anche le sfide che ci troveremo ad affrontare”, ha chiuso il vertice della Cdc.
Gli ha fatto eco il presidente della Commissione Bicamerale di controllo sugli Enti di previdenza, il senatore del Pd Tommaso Nannicini. “Il Covid – ha detto – ci ha fatto capire come il nostro welfare fosse pieno di buchi”, dunque “abbiamo fatto una rincorsa”, durante la pandemia, erogando una serie di ‘bonus’, invece “occorre che il welfare sia ripensato in versione universale”, superando le distanze tra lavoratori autonomi e dipendenti, ma sia “il più possibile selettivo” perché costituisca un aiuto efficace. A dirlo, intervenendo ieri all’XI Forum della Cassa dottori commercialisti (Cdc), a Villa Miani, a Roma.
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