Basta con il linciaggio degli avvocati dei c.d. “mostri”
Aiga denuncia un pericoloso sentimento giustizialista che serpeggia nella società.
In evidenza
L’Associazione Italiana Giovani Avvocati prende posizione sulla vicenda giudiziaria occorsa a Viterbo, qualche tempo addietro, nella quale alcuni avvocati dei soggetti indagati sono stati accusati di essere “complici e peggio di loro”, nonché sull’ulteriore caso avvenuto a Novara di accuse e minacce mosse sui social nei confronti dei legali degli indagati per l’omicidio del piccolo Leonardo per i quali non dovrebbe esser garantita alcuna difesa. “È quanto mai necessario rilevare – afferma l’avv. Valeria Chioda, coordinatore area nord giunta nazionale AIGA – che nel nostro Paese il diritto di difesa è garantito dall’Art 24 della Costituzione laddove si riconosce che “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento” e che altresì costituzionalmente previsto dal nostro ordinamento è il principio di non colpevolezza ai sensi dell’art 27 della Costituzione secondo cui “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Il linciaggio mediatico cui si sta assistendo in riferimento ai suddetti avvenimenti, senza con questo sminuirne la gravità, denota un giustizialismo estremo che non può che nuocere allo svolgimento dei relativi procedimenti. L’Aiga condanna pertanto i comportamenti tenuti sui social network sia nei confronti degli indagati, in quanto da considerarsi non colpevoli sino a condanna definitiva, e attraverso i quali per contro si inneggia all’anticipazione di giudizi finali; sia nei confronti dei difensori degli indagati i quali devono essere messi in condizione di svolgere la propria professione con serenità senza che vi sia confusione e commistione tra il ruolo di difensore e difeso, ricordando che l’avvocato è soggetto necessario affinché sopravviva lo stato di diritto.
Altre Notizie della sezione
La Riforma della prescrizione
14 Maggio 2026L'audizione dell'Unione Camere penali in Commissione Giustizia del Senato.
Equo compenso: chiarimento necessario o arretramento delle tutele?
14 Maggio 2026Ritengo utile condividere alcune considerazioni pratiche sulla recente entrata in vigore del nuovo art. 25-bis del Codice Deontologico Forense in materia di equo compenso, modificato dal Consiglio Nazionale Forense ed efficace dal 7 aprile 2026.
Una condanna dopo due assoluzioni: l’anomalia è nella legge
13 Maggio 2026Il guardasigilli rilancia l'inappellabilità delle sentenze di assoluzione da parte dell'accusa: "Il paradosso è frutto di una legislazione che secondo me dovrebbe essere cambiata ma sarà molto difficile cambiarla".
