LE PARTITE IVA OCCUPANO PIAZZA DEL POPOLO
Proprio durante la manifestazione è arrivata la promessa del Governo: aprire al Mef il tavolo di concertazione auspicato e richiesto da tempo dalle partite Iva.
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L’apertura immediata di un tavolo di concertazione dove affrontare due aspetti principali: lo stato di emergenza sociale e un piano programmatico di rilancio. Hanno chiesto questo le partite Iva di tutta Italia che all’alba hanno raggiunto la capitale, per poi manifestare in piazza del Popolo: per la categoria si tratta del primo sciopero nazionale. I coordinatori si sono alternati sul palco, con una serie di interventi e riflessioni sullo stato attuale, la crisi che ha costretto molti di loro ad una chiusura definitiva, l’incertezza del domani alla quale nessuno (a distanza di un anno) sa ancora dare risposte. L’iniziativa promossa dall’associazione “Partite Iva Insieme per Cambiare”, un movimento spontaneo nato un anno fa su Facebook che oggi raccoglie sui social oltre 450mila iscritti. “È dovere dello Stato risarcire queste attività ingiustamente declassate a capro espiatorio rispetto ad altre categorie, come ad esempio i dipendenti pubblici o i politici stessi, i quali hanno continuato a ricevere il loro stipendio in maniera completa”, spiega il vice presidente dell’associazione, Francesco Tribuzio.
Le contestazioni sollevate allo Stato italiano muovono dall’articolo 3 della Costituzione, il quale considera tutti i cittadini uguali davanti alla legge, dall’articolo 41, che garantisce il diritto alla libera impresa, e dagli articoli 22 e seguenti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. In particolare, l’articolo 2045 del Codice Civile recita: “Quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta un’indennità la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del Giudice”. “Sul nostro sito le parti lese che vorranno aderire all’iniziativa potranno trovare, a titolo completamente gratuito, tutte le informazioni, la lettera e le indicazioni necessarie alla corretta compilazione della stessa. Se le richieste non saranno accolte e soddisfatte ci riserveremo di adire le vie legali, portando il Governo davanti al Tribunale di Roma ed eventualmente anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”, conclude il vicepresidente di Partite Iva Insieme per Cambiare.
Tra le proposte lanciate: la liquidità immediata alle imprese, la riduzione del carico fiscale al 30-35%, la presunzione di innocenza in campo fiscale secondo il principio “nessuno è evasore fino a prova contraria accertata da sentenza definitiva”, il no al pagamento anticipato delle imposte come gli acconti d’imposta, la sanatoria dei debiti tributari pendenti in base all’effettiva capacità contributiva di ognuno e dilazioni lunghe (10-15 anni), il no a limiti al contante, l’introduzione di ammortizzatori sociali a protezione del reddito anche ai lavoratori autonomi e, infine, la semplificazione della burocrazia”, si legge, infine.
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