Anno: XXVIII - Numero 177    
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Vannacci cambia la mappa del centrodestra

FdI resta primo partito, ma cresce Futuro Nazionale. Il Pd recupera e il governo perde consenso sui temi sociali.

Vannacci cambia la mappa del centrodestra

Il quadro politico del 4 settembre 2026 consegna una fotografia più movimentata rispetto alle settimane precedenti. Fratelli d’Italia resta saldamente il primo partito, ma la vera novità è la crescita di Futuro Nazionale, che consolida il proprio ruolo di quarta forza politica nazionale e ridisegna gli equilibri nel campo della destra.

Intenzioni di voto

Partito

%

Fratelli d’Italia

26,5

Partito Democratico

22,2

Movimento 5 Stelle

12,6

Futuro Nazionale

7,9

Forza Italia

7,1

Alleanza Verdi e Sinistra

5,8

Lega

4,4

Azione

3,9

Italia Viva

2,4

+Europa

1,6

Partito Liberaldemocratico

1,3

Lista Ora

1,1

Noi Moderati

0,9

Fonte: sondaggio YouTrend per Sky TG24, rilevazione 31 agosto–3 settembre 2026, pubblicato il 4 settembre.

Il dato politico: Meloni prima, ma il distacco si riduce

Fratelli d’Italia conserva la leadership con il 26,5%, mentre il Pd sale al 22,2%, riducendo la distanza a 4,3 punti. Il Movimento 5 Stelle registra il balzo più significativo, salendo al 12,6%.

Ma il vero terremoto è sulla destra: Futuro Nazionale raggiunge il 7,9% e supera Forza Italia, mentre la Lega arretra fino al 4,4%. La crescita del movimento di Roberto Vannacci non è più un fenomeno marginale: rappresenta ormai una variabile strutturale negli equilibri del centrodestra.

Coalizioni: partita apertissima

Area politica

%

Centrodestra di governo

38,9

Campo largo (Pd-M5S-Avs)

40,6

Centrodestra con Futuro Nazionale

46,8

Il dato è politicamente esplosivo. La maggioranza che sostiene il governo si trova sotto il Campo largo, ma l’intera area del centrodestra torna largamente davanti se si considera anche Futuro Nazionale. Resta però una domanda decisiva: Vannacci sarà un alleato o un concorrente di Giorgia Meloni?

Governo bocciato sui problemi quotidiani

Il sondaggio segnala inoltre un diffuso malessere: il 53% degli italiani ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata e il giudizio negativo sull’operato del governo raggiunge il 59%.

Le criticità maggiori riguardano energia e bollette, sanità, tasse, sicurezza e lavoro. Numeri che raccontano un paradosso politico: il partito della premier resta nettamente primo, ma il governo continua a incontrare enormi difficoltà nel convincere gli italiani sulla gestione dei problemi che incidono direttamente sulla vita quotidiana.

L’analisi

La politica italiana entra in una fase nuova. Meloni resta davanti, Schlein accorcia, Conte recupera, mentre Vannacci sconvolge gli equilibri della destra.

Il rischio per il centrodestra è evidente: la frammentazione può trasformare una grande area politica in una coalizione più debole. Il problema non è soltanto quanti voti raccolga Vannacci, ma soprattutto da chi li sottrae.

Sul fronte opposto, il Campo largo mostra numeri competitivi ma continua a convivere con un problema irrisolto: chi comanderà davvero? La somma dei consensi non basta a costruire un’alternativa di governo.

Insomma, i sondaggi del 4 settembre lanciano un messaggio chiarissimo: la leadership di Meloni non è in discussione, ma gli equilibri attorno a lei sì. E Vannacci è diventato il fattore che nessuno può più permettersi di ignorare.

 

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