Anno: XXVIII - Numero 185    
Mercoledì 30 Settembre 2026 ore 13:30
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Fratelli d'Italia cresce e allunga: giù Pd e M5S

I dati del sondaggio Only Numbers per Porta a Porta.

Fratelli d'Italia cresce e allunga: giù Pd e M5S

Fratelli d’Italia cresce e consolida il primato tra i partiti. Il Pd e il Movimento 5 Stelle scendono. Passo indietro anche per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Sono i dati del sondaggio realizzato dall’Istituto ‘Only Numbers’ (Ghisleri) per ‘Porta a Porta’ sulle intenzioni di voto degli italiani oggi, 29 settembre, in caso di elezioni.

Fratelli d’Italia guadagna l’1,2% e arriva al 27,5%. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni guadagna ulteriore terreno rispetto al Pd della segretaria Elly Schlein che cede lo 0,7% e ora vale il 20%. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, invece, si attesta all’11,6, perdendo lo -0,3%.

Al quarto posto tra i partiti Forza Italia che, con il 7,8% (+0,3%), è davanti a Futuro nazionale di Vannacci che al 7% scende dello 0,4%. La Lega è al 6,5% in crescita dello 0,2% come Alleanza verdi sinistra anch’essa al 6,5% ma stabile. Seguono Azione al 3,3%, stabile, Italia viva al 2,2% (+0,1%), +Europa all’1,4% che perde lo 0,6% e Noi moderati che resta all’1,0%. Gli altri partiti raccolgono complessivamente il 5,2% (+0,2%). Gli astenuti-indecisi si attestano al 44,7 % (+0,2%). In particolare, infine, il 42,8% (+1,7%) degli intervistati voterebbe per il centrodestra senza Vannacci mentre il 41,7% (-1,5%) voterebbe il campo largo (comprensivo di Italia viva, senza Azione).

Intenzioni di voto – Only Numbers / Porta a Porta

Partito

29 settembre

Var.

Fratelli d’Italia

27,5%

+1,2

Partito Democratico

20,0%

-0,7

Movimento 5 Stelle

11,6%

-0,3

Forza Italia

7,8%

+0,3

Futuro Nazionale

7,0%

-0,4

Lega

6,5%

+0,2

Alleanza Verdi e Sinistra

6,5%

=

Azione

3,3%

=

Italia Viva

2,2%

+0,1

+Europa

1,4%

-0,6

Noi Moderati

1,0%

=

Altri partiti

5,2%

+0,2

Astenuti/indecisi

44,7%

+0,2

Analisi

Il dato più evidente è l’allungo di Fratelli d’Italia. Con il 27,5%, FdI guadagna 1,2 punti in una sola rilevazione e amplia il distacco dal Pd, che scende al 20%. Il vantaggio tra i due principali partiti arriva così a 7,5 punti.

Il Pd perde 0,7 punti, mentre il M5S arretra di altri 0,3 punti, fermandosi all’11,6%. Nel complesso, dunque, le prime tre forze mostrano movimenti divergenti: FdI sale, Pd e M5S arretrano.

Interessante anche la partita nella fascia immediatamente successiva. Forza Italia sale al 7,8% e si porta davanti a Futuro Nazionale, che scende al 7%. Il movimento di Roberto Vannacci perde quattro decimali di punto, dopo la crescita registrata nelle precedenti rilevazioni. La Lega sale al 6,5%, affiancando AVS, stabile allo stesso livello.

Più arretrate le formazioni centriste e liberali: Azione resta al 3,3%, Italia Viva sale lievemente al 2,2%, mentre +Europa perde 0,6 punti e scende all’1,4%.

Il dato delle coalizioni

Aggregazione

29 settembre

Var.

Centrodestra senza Futuro Nazionale

42,8%

+1,7

Campo largo

41,7%

-1,5

Differenza

+1,1

3,2 punti di movimento

Qui emerge un altro elemento significativo della rilevazione: il centrodestra senza Vannacci raggiunge il 42,8%, con una crescita di 1,7 punti. Il campo largo, comprensivo di Italia Viva e senza Azione, scende invece al 41,7%, perdendo 1,5 punti.

Il dato complessivo porta quindi a una distanza di 1,1 punti tra le due aggregazioni considerate dal sondaggio. Va però ricordato che si tratta di aggregazioni definite dallo specifico sondaggio, non di coalizioni formalmente costituite.

Infine, resta molto elevata l’area del non voto: 44,7% tra astenuti e indecisi. È un dato che segnala quanto ampia sia ancora la componente dell’elettorato non orientata verso una scelta di partito.

La fotografia del 29 settembre mostra FdI in crescita, Pd e M5S in arretramento, FI davanti a Futuro Nazionale e un recupero del centrodestra nell’aggregazione indicata da Only Numbers. Il quadro resta comunque condizionato dall’ampiezza dell’area di astensione e indecisione.

Il monitoraggio di Leader Trend di Arcadia sugli account social dei leader, che mostrano quanta attenzione digitale ha generato ciascuna narrazione nel mese di settembre e quale atteggiamento ha manifestato l’opinione pubblica digitale nei confronti di scelte, dichiarazioni e posizionamenti

Giorgia Meloni, Matteo Renzi e Carlo Calenda. Sono questi i tre leader politici che più di tutti, nel mese di settembre, sono stati i protagonisti dei social. Nel monitoraggio di Leader Trend di Arcadia sono evidenziate alcune Kpi – key performance indicator – relative agli account social dei leader, che mostrano quanta attenzione digitale ha generato ciascuna narrazione nel mese di settembre e quale atteggiamento ha manifestato l’opinione pubblica digitale nei confronti di scelte, dichiarazioni e posizionamenti.

La crescita di Meloni e Renzi, frena Vannacci

A settembre, il monitoraggio dei fandom degli account social dei leader italiani evidenzia tre aspetti significativi: una nuova e consistente crescita dei canali della presidente del Consiglio; la conferma, per il secondo mese consecutivo a partire da luglio, della crescita degli account dell’ex premier e leader di Italia viva, che si posizionano davanti a quelli degli altri leader dell’opposizione; e, infine, la brusca frenata di Roberto Vannacci, che dopo aver registrato ritmi di crescita particolarmente elevati chiude settembre con un incremento più contenuto, che potremmo definire “fisiologico”.

Like e visualizzazioni, il doppio podio di Meloni

I due podi, relativi a like e visualizzazioni, sono invece dominati dagli account social di Meloni, che complessivamente superano i 4 milioni di like e raggiungono oltre 44,7 milioni di visualizzazioni. Rispetto all’ultimo report di luglio, Vannacci esce dal podio sia per i like sia per le visualizzazioni, mentre rientra Matteo Salvini. A pubblicare con maggiore frequenza è invece l’account X di Calenda, con 141 contenuti pubblicati tra il 1° e il 29 settembre.

Leader Trend Arcadia – settembre 2026

Leader

Indicatore

Risultato a settembre

Giorgia Meloni

Like complessivi

oltre 4 milioni

Giorgia Meloni

Visualizzazioni complessive

oltre 44,7 milioni

Matteo Renzi

Crescita account

In crescita per il 2° mese consecutivo

Carlo Calenda

Contenuti pubblicati su X

141

Roberto Vannacci

Crescita account

Forte frenata rispetto ai mesi precedenti

Matteo Salvini

Like/visualizzazioni

Rientra nei podi

La performance social dei leader a settembre

Dati esplicitamente riportati nel monitoraggio Arcadia: like e visualizzazioni di Giorgia Meloni e contenuti pubblicati da Carlo Calenda.

Il monitoraggio Leader Trend di Arcadia fotografa a settembre un quadro social nel quale Giorgia Meloni mantiene una netta centralità digitale. Il dato più evidente riguarda il doppio primato nelle metriche di engagement: gli account della presidente del Consiglio superano complessivamente 4 milioni di like e raggiungono oltre 44,7 milioni di visualizzazioni.

Il secondo elemento è rappresentato da Matteo Renzi, che consolida la crescita dei propri account per il secondo mese consecutivo, dopo l’avvio del trend positivo registrato a luglio. Secondo il monitoraggio, i suoi canali si collocano davanti a quelli degli altri leader dell’opposizione.

Di segno diverso il dato relativo a Roberto Vannacci. Dopo mesi caratterizzati da incrementi particolarmente sostenuti, a settembre la crescita dei suoi account rallenta sensibilmente. Arcadia definisce il risultato una frenata «fisiologica»: soprattutto, Vannacci esce dal podio sia per i like sia per le visualizzazioni, lasciando spazio al rientro di Matteo Salvini.

Interessante anche il comportamento di Carlo Calenda, che non primeggia necessariamente per le metriche di engagement, ma si distingue per intensità di pubblicazione: il suo account X ha prodotto 141 contenuti tra il 1° e il 29 settembre, risultando quello con la maggiore frequenza di pubblicazione tra gli account considerati.

Il dato politico-digitale

Il quadro che emerge non coincide semplicemente con una classifica di popolarità. Le diverse KPI misurano infatti fenomeni differenti: attenzione generata, interazioni e capacità di alimentare continuamente il flusso dei contenuti.

A settembre la dinamica più marcata è dunque quella di Meloni, mentre Renzi recupera terreno sul piano della crescita degli account e Vannacci rallenta dopo la forte espansione precedente. Calenda, invece, emerge soprattutto per la quantità di contenuti prodotti.

 

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