Chi vince le prossime elezioni politiche: la battaglia tra centrodestra e campo largo
Se la legge elettorale non cambia, il centrodestra alle elezioni 2027 avrà un vantaggio molto risicato sul centrosinistra.
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Lo mostra il sondaggio politico di Piave pubblicato in esclusiva da Fanpage.it. Fratelli d’Italia è ancora primo, il Pd secondo, ma sono i numeri delle coalizioni che contano. Alla Camera e al Senato l’attuale maggioranza verrebbe ridotta di molto. E potrebbe diventare cruciale il ruolo di Azione. Ecco cosa dicono i numeri.
Come andrebbero le elezioni politiche 2027 se si votasse oggi? È la domanda alla base di tutti i sondaggi politici pubblicati quotidianamente, e la risposta è: il centrodestra vincerebbe, probabilmente, ma avrebbe un vantaggio molto, molto più risicato rispetto ad oggi. Basterebbe un risultato particolarmente positivo per il centrosinistra in alcune circoscrizioni per ribaltare la maggioranza. E un ruolo fondamentale, nell’equilibrio parlamentare, andrebbe ad Azione, il partito di Carlo Calenda che finora ha detto che non ha intenzione di schierarsi con nessuna delle due coalizioni.
A rivelarlo è il nuovo sondaggio realizzato dall’agenzia Piave e pubblicato da Fanpage.it. I seggi sono assegnati sulla base di una rilevazione che vede Fratelli d’Italia al primo posto con il 29,2% dei voti, seguito dal Pd con il 21,5%. Nel complesso, il centrodestra raggiunge il 46,9% dei voti, mentre il centrosinistra (senza Azione, al 3,3%) è al 46,5%.
Alla Camera, con questi risultati e l’attuale legge elettorale, il centrodestra otterrebbe 206 seggi su un totale di 400. Per fare un paragone, nel 2022 ne prese ben 237. La maggioranza, quindi, diventerebbe di pochi deputati. Il centrosinistra arriverebbe a 178 seggi, con un distacco di 28. Azione ne avrebbe 12, e gli altri partiti complessivamente quattro.
Si è detto che il distacco tra centrodestra e campo largo sarebbe di 28 parlamentari, senza contare Azione. Dunque il centrosinistra avrebbe bisogno di strappare 14 collegi alla maggioranza per superarla. La possibilità, sulla carta, ci sarebbe. Ben 31 collegi uninominali, secondo le proiezioni, sarebbero in bilico: in 17 di questi è vantaggio il centrodestra, e quindi sono ‘contendibili’ per le opposizioni.
La distribuzione delle circoscrizioni vinte dal centrodestra (blu) e dal centrosinistra (rosso) se si votasse oggi: risultati della Camera
La distribuzione delle circoscrizioni vinte dal centrodestra (blu) e dal centrosinistra (rosso) se si votasse
Va detto che le cose cambierebbero, e di molto, se Azione decidesse di schierarsi con il centrodestra. In questo caso, la coalizione avrebbe 222 seggi: una maggioranza solida, mentre il campo largo scenderebbe a 174 seggi. I collegi contendibili sarebbero 32, di cui 13 assegnati al centrodestra: potrebbe anche permettersi di perderli tutti e manterrebbe comunque la maggioranza.
Al Senato centrodestra in bilico
Al Senato il meccanismo per assegnare i seggi è più complicato, ma la sostanza non cambierebbe. Anzi, il centrodestra sarebbe anche più in difficoltà: 102 seggi su 205 (considerando anche i senatori a vita), uno in meno di quelli tecnicamente necessari per avere la maggioranza (furono 115 nel 2022). Il problema si potrebbe risolvere con il sostegno di un senatore del Maie, Movimento italiani all’estero, ma i numeri resterebbero limitati. Il centrosinistra arriverebbe a 89 senatori, Azione a quattro.
Il distacco tra le due coalizioni sarebbe di 14 parlamentari, dunque sette seggi. E anche in questo caso, teoricamente, ribaltare il risultato sarebbe possibile: ci sarebbero 15 collegi ‘contendibili’, di cui otto assegnati al centrodestra.
La distribuzione delle circoscrizioni vinte dal centrodestra (blu) e dal centrosinistra (rosso) se si votasse
La distribuzione delle circoscrizioni vinte dal centrodestra (blu) e dal centrosinistra (rosso) se si votasse oggi: risultati del Senato
Anche a Palazzo Madama, se Azione decidesse di stare con il centrodestra le occasioni di vittoria per il campo largo diventerebbero sostanzialmente pari a zero. La maggioranza arriverebbe a 112 senatori, il centrosinistra a 84. Come alla Camera, anche se la destra perdesse tutti i sei seggi in ‘bilico’ si manterrebbe comunque in vantaggio, pur di poco.
Cosa cambierebbe con una nuova legge elettorale
Bisogna ricordare che questi risultati sono simulati con l’attuale legge elettorale, che distribuisce una parte dei seggi in base al numero complessivo di voti preso in tutta Italia (proporzionale) e un’altra parte in base a chi prende più voti in ciascuna coalizione (maggioritario). Non è un mistero, però, che prima delle prossime elezioni il centrodestra ha intenzione di cambiare la legge elettorale.
Il motivo è chiaro, e l’hanno ammesso anche gli esponenti della maggioranza: è proprio perché, se si andasse a votare oggi, il risultato probabilmente sarebbe in bilico. Potrebbero vincere entrambi gli schieramenti, e in tutti i casi con una maggioranza risicata. L’idea sarebbe di introdurre una nuova legge elettorale per evitare questo scenario (e, per come stanno le cose oggi, favorire il centrodestra): niente maggioritario, la coalizione che prende più voti – a prescindere da dove li prende, dalla divisione in collegi, dal margine di vantaggio e così via – ottiene automaticamente un premio di maggioranza, e quindi ha abbastanza seggi per governare. Un testo ancora non c’è, resta da vedere come andrà il dibattito in Parlamento nei prossimi mesi



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