Tributaristi Lapet abilitati alla procura telematica
Sottoscritta l’intesa Lapet – Agenzia delle Entrate.
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Procura telematica al via. Il nuovo accordo di cooperazione sottoscritto tra l’agenzia delle entrate e la Lapet introduce, tra le varie novità, la dematerializzazione della procura per l’assistenza e la rappresentanza dei contribuenti presso gli uffici finanziari (ai sensi dell’art. 63 del D.P.R. n. 600/1973).
In buona sostanza, i tributaristi Lapet, qualificati e certificati a norma UNI 11511, non dovranno più esibire la procura cartacea a ogni accesso fisico. Il presidente nazionale Lapet Roberto Falcone, ha definito questa novità una “svolta straordinaria” che, se da un lato elimina un pesante fardello burocratico, dall’altro rappresenta un ulteriore riconoscimento del ruolo del tributarista. In questo percorso, la certificazione a norma UNI 11511 si conferma lo strumento politico e professionale decisivo per garantire la tutela del contribuente e l’efficienza del fisco. Per dare concretezza a questa rivoluzione, l’agenzia ha messo a disposizione dei professionisti abilitati una piattaforma informatica dedicata. Attraverso questo servizio web, il tributarista potrà gestire in totale autonomia il pacchetto deleghe del proprio studio in tre passaggi chiave: inserimento dei dati della delega; rilascio di una dichiarazione sostitutiva con cui il professionista attesta, sotto la propria responsabilità, di aver ricevuto regolare mandato dal contribuente; indicazione degli eventuali collaboratori dello studio autorizzati a operare per conto del titolare sulle pratiche caricate. In merito a quest’ultimo aspetto, “l’integrazione dei collaboratori nella piattaforma è una risposta concreta alle reali dinamiche organizzative dei nostri studi professionali – ha spiegato Falcone – Poter delegare operativamente il proprio staff all’interno di un perimetro digitale sicuro e tracciabile rende il lavoro più flessibile, mantenendo intatta la catena della responsabilità”. Questa radicale semplificazione si poggia infatti sul principio della responsabilità del professionista che assume l’obbligo di conservare l’originale cartaceo della procura, unitamente alla copia del documento d’identità del cliente, per una durata di 10 anni. “L’amministrazione finanziaria ripone quindi massima fiducia nella attestazione telematica – prosegue Falcone – e noi tributaristi rispondiamo garantendo una rigida e impeccabile conservazione della documentazione nei nostri archivi. È un patto di trasparenza che eleva lo status della nostra professione”. Non solo, il successo politico di questa innovazione si basa anche sulle rigide garanzie offerte dall’associazione a cui il professionista è iscritto. Il sistema prevede un meccanismo di controllo stringente e automatizzato: nel caso in cui un professionista perda la certificazione a norma Uni 11511 o si cancelli dalla Lapet, la piattaforma inibisce immediatamente l’accesso e revoca l’efficacia di tutte le procure precedentemente trasmesse. L’associazione, come specificato nell’accordo, con nota del 5 ottobre 2023, aveva manifestato interesse alla sottoscrizione di tale procedura offrendo standard qualitativi ed etici elevatissimi attraverso la norma UNI, considerata il pilastro per scardinare le vecchie resistenze burocratiche e accreditarsi come partner affidabile per lo Stato. “Questo passaggio è cruciale – conclude Falcone – Il legame indissolubile tra l’accesso alla piattaforma e il mantenimento della certificazione UNI 11511 dimostra che la qualità delle competenze non è un optional, ma la chiave di volta per accedere alle semplificazioni. Chi sceglie di non qualificarsi o non rispetta i nostri standard elevati viene escluso automaticamente. È la dimostrazione che la tutela del contribuente e l’efficienza del fisco passano solo attraverso professionisti seri, certificati e costantemente aggiornati quali sono i tributaristi Lapet”.
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