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Tributaristi, il rischio si governa

Lapet: valutare competenze, compensi e coperture. Rinunciare agli incarichi dubbi può evitare gravi responsabilità.

Tributaristi, il rischio si governa

La responsabilità professionale e la tutela del tributarista attraverso la consapevolezza del rischio: sono questi alcuni dei temi centrali emersi durante il webinar nazionale Lapet dello scorso 13 ottobre. Ad aprire i lavori è stato il presidente nazionale Roberto Falcone, che ha sottolineato l’attualità dell’argomento: “L’esercizio della nostra attività professionale si trova oggi ad affrontare uno snodo cruciale, sospeso tra evoluzione normativa e recenti orientamenti giurisprudenziali”. Nel corso dell’evento, al quale hanno partecipato tantissimi associati, il segretario nazionale Giovanna Restucci ha approfondito i profili strettamente deontologici della professione, mentre l’avv. Oscar Ugo ha analizzato le complesse implicazioni sul piano civile, penale e tributario. “Il quadro delineato dalla giurisprudenza più recente mostra un trend chiaro e stringente: il professionista viene sempre più frequentemente chiamato a rispondere in concorso con il cliente. – ha spiegato Falcone – Pertanto, l’approccio del tributarista deve basarsi, fin dal momento del conferimento dell’incarico, su una chiara e rigorosa definizione dei limiti della propria responsabilità. Una gestione consapevole di questa fase preliminare permette di valutare con lucidità tre aspetti fondamentali: l’adeguatezza delle proprie competenze rispetto alla complessità della prestazione richiesta; la congruenza del compenso in rapporto all’impegno e alle responsabilità assunte; la congruità delle coperture assicurative rispetto al profilo di rischio effettivo”.

In questo percorso di tutela e crescita professionale, il tributarista Lapet non è solo. L’associazione infatti garantisce un supporto costante che si concretizza in strumenti operativi essenziali. A partire dalla formazione e aggiornamento continuo con un ampio e qualificato programma annuale di eventi formativi a partecipazione gratuita, per garantire standard elevati e costantemente aggiornati. Ed ancora, un supporto contrattuale e normativo, attraverso schemi operativi e modelli di mandato professionale già integrati con la documentazione per la compliance in materia di antiriciclaggio e privacy. Importanti sono anche i riferimenti tariffari, ossia i parametri professionali definiti per offrire un valido orientamento nella determinazione dei compensi. Non per ultima la tutela assicurativa per la responsabilità civile, tramite una copertura RC Professionale offerta gratuitamente a tutti gli associati, con un massimale di 1 milione di euro. Questa polizza garantisce un’efficacia estesa non solo durante l’esercizio della professione, ma anche post-attività, tutelando nel tempo l’ex iscritto e i suoi eredi.

Falcone ha altresì precisato: “la responsabilità professionale può e deve essere opportunamente circoscritta. La vera prevenzione nasce dalla piena consapevolezza dei propri doveri e dei rischi connessi a ciascun mandato. Sulla base dei miei 44 anni di esperienza sul campo, desidero condividere una considerazione fondamentale: la rinuncia a un incarico dubbio o ad elevato rischio rappresenta talvolta la scelta più prudente e vincente. Le potenziali conseguenze sul piano civile, penale o tributario derivanti da situazioni equivoche o non trasparenti possono superare di gran lunga il valore economico dell’onorario pattuito”. Sulla stessa lunghezza d’onda,  Giovanna Restucci ha aggiunto: “Imparare a valutare e a dire “no” significa tutelare la propria serenità, la propria reputazione e il futuro della propria attività professionale”.

 

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