Sempre più giovani e donne tra i consulenti del lavoro
Incontro a Terrasini, promosso dalla Consulta regionale dei Consulenti del lavoro, presenti i vertici del Consiglio nazionale dell'Ordine. Ben 145 nuovi consulenti del lavoro hanno ricevuto il Premio "Cumbo" oltre a 13 professionisti che hanno raggiunto i 40 anni di carriera
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In Sicilia oltre 2.100 consulenti del lavoro sono impegnati ad aiutare le imprese a trovare soluzioni per non chiudere battenti e affrontare l’attuale crisi dovuta alla guerra in Ucraina e al caro-energia, mentre all’orizzonte gli tsunami delle grandi crisi industriali, come quella che si paventa per la Isab Lukoil di Priolo, rischiano di trascinare con sé intere fette dell’economia regionale. I problemi sono tanti: oltre alla carenza di liquidità per nuovi investimenti, gli sforzi per creare occupazione duratura si scontrano con le lungaggini burocratiche che complicano la stipula dei nuovi contratti di lavoro, anche a seguito del decreto Trasparenza, e persino gli incentivi all’occupazione, come i tirocini di Garanzia giovani, impattano con i forti ritardi nel pagamento delle indennità ai ragazzi. La passione di questi professionisti, però, non viene meno e, anzi, la mobilitazione della categoria si moltiplica. Venerdì scorso a Terrasini, su iniziativa della Consulta regionale dei Consulenti del lavoro, presenti i vertici del Consiglio nazionale dell’Ordine, ben 145 nuovi consulenti del lavoro hanno ricevuto il Premio “Giovanni Cumbo” – giunto alla sesta edizione e tornato in presenza dopo due anni di pandemia – oltre a 13 professionisti che hanno raggiunto i 40 anni di carriera e il giovane Salvatore Barretta di Palermo che ha conseguito il migliore risultato all’esame di idoneità.
“La Sicilia – commenta Maurizio Adamo, presidente della Consulta regionale – è fra le regioni nelle quali i giovani si iscrivono con più entusiasmo. Qui la professione del consulente del lavoro è fra le più dinamiche nell’ambito di quelle ordinistiche, è molto giovane e c’è una forte presenza di donne”. Da un lato le imprese sono strette da una crisi che non lascia spazi di manovra sul fronte dell’occupazione, dall’altro lato la politica propone prevalentemente salario minimo e Reddito di cittadinanza; in mezzo ci sono i consulenti del lavoro che, invece, chiedono serie e concrete politiche attive del lavoro. Dice Marina Calderone, presidente nazionale dei Consulenti del lavoro: “Serve una razionalizzazione, un nuovo disegno delle politiche attive del lavoro che consenta di sbloccare l’attivazione dei contratti. Non si può vivere solo di sussidi o di politiche passive, bisogna mettere in campo politiche proattive che aiutino ad avviare le persone al lavoro. Chiediamo più attenzione al cuneo fiscale e sostegni alle aziende che, essendo vessate dall’aumento esponenziale dei costi, hanno difficoltà a programmare nuovi inserimenti lavorativi, anche perché guardano con molta apprensione all’autunno, all’aumento dell’inflazione”.
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