Responsabilità Medica: Attendiamo le azioni concrete della politica
Urgente una riforma per la serenità dei Professionisti della Salute.
In evidenza
Il 95% delle cause penali per lesioni personali colpose contro i medici si risolvono con un proscioglimento, causando preoccupazione e stress tra i professionisti del settore sanitario. Questa realtà ha spinto Adelchi D’Ippolito, presidente della Commissione per lo studio della colpa professionale medica, a sollecitare l’approvazione immediata di una proposta di legge presentata al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, lo scorso anno.
Pe D’Ippolito, “Il nostro obiettivo è trovare un equilibrio tra la serenità del medico e la tutela giuridica del paziente. È fondamentale che il medico possa operare senza pressioni indebite, focalizzandosi esclusivamente sulla cura del paziente, senza il timore costante di procedimenti legali.”
I frequenti procedimenti contro i medici non solo appesantiscono il sistema giudiziario, ma portano anche i professionisti a praticare una medicina difensiva. Una pratica, che comporta l’adozione di procedure diagnostiche e terapeutiche non necessarie, o l’evitare interventi ad alto rischio. Tutto ciò costa al sistema sanitario pubblico circa 10 miliardi di euro all’anno e rappresenta il 10% della spesa sanitaria nazionale, contribuendo all’allungamento delle liste di attesa.
La questione è stata al centro del dibattito nella Scuola di Medicina di Bari, dove Francesco Introna, presidente della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, ha sottolineato l’importanza di un tavolo tecnico per bilanciare le aspettative sociali con le capacità operative dei medici. Introna ha affermato: “Oggi il problema della responsabilità professionale è molto sentito. Un medico, una volta coinvolto in un procedimento legale, perde la serenità necessaria per operare.”
Franco Lavalle, vicepresidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Bari, ha espresso preoccupazione per l’effetto negativo che l’aggressività, sia fisica sia psicologica, e le basse retribuzioni rispetto ad altri Paesi europei hanno sul personale sanitario. Fattori che spingono molti medici a lasciare il Servizio Sanitario Nazionale, minacciando la sostenibilità del sistema sanitario italiano. Lavalle ha concluso: “È fondamentale avviare procedimenti giudiziari solo in caso di effettiva colpa, punendo invece le cause temerarie. Apprezziamo l’impegno di D’Ippolito, ma attendiamo le azioni concrete della politica.”
Altre Notizie della sezione
Elezioni Cno: insediato il Comitato elettorale
10 Luglio 2026Fissato il calendario delle procedure elettorali in vista del rinnovo del 24 ottobre 2026.
Occupazione in crescita per le Professioni sanitarie
09 Luglio 2026Lauree delle Professioni sanitarie, occupazione record: quasi 9 laureati su 10 trovano lavoro in un anno.
Interoperabilità digitale, i tributaristi rilanciano la riforma europea
08 Luglio 2026Alla consultazione della Commissione europea Alemanno chiede regole uniformi, IA sicura e meno burocrazia per imprese e professionisti.
