Rafforzamento del Ssn ? studiamolo insieme.
Il sindacato autonomo dei medici apre un dibattito con i suoi dirigenti sindacali sulle novità del recovery plan e i finanziamenti per le case di comunità e ospedali di comunità.
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“Il dibattito su queste tematiche è iniziato nel nostro esecutivo – afferma Angelo Testa, presidente nazionale Snami – e proseguirà da qui a 40 giorni in cui ci sarà un confronto comune con i presidenti provinciali e il comitato centrale per stilare insieme la nostra linea sindacale. Siamo consci che possa essere in corso un cambiamento epocale per cui dobbiamo lavorare per un rafforzamento della Medicina Generale nel sistema sanitario pubblico per lasciare ai nostri giovani una Medicina Territoriale all’altezza dei tempi .Medicina che necessariamente va rimodulata anche per la profonda trasformazione “forzata” in atto dovuta alla pandemia Covid che stiamo vivendo e i conseguenti nuovi bisogni di prossimità imposti dalla pandemia stessa. Vanno coniugate attentamente le esigenze di assistenza e crescita ,di cui indubbiamente il territorio necessita, e le possibili interferenze politiche e lobbystiche che inevitabilmente troveremo come ostacoli di percorso. Vogliamo rafforzare i luoghi di accesso al sistema salute ,come integrazione tra la sanità territoriale , specialistica e servizi socio sanitari all’insegna di più sanità pubblica ? Certamente sì. Un poliambulatorio ex Inam con un look più moderno, la facciata ritinteggiata e una nuova insegna luminosa e nulla più? Certamente no. Un ospedale di comunità dove non sia ben chiaro il ruolo dei medici e governato da figure parasanitarie ?Certamente no. Un taglio all’assistenza sanitaria capillare nei piccoli centri? Certamente no. Più sanità digitale, telemedicina e assistenza sanitaria dedicata ai cronici, fragili ed assistenza domiciliare? Certamente sì. Il percorso è iniziato,>conclude il leader dello Snami, “ nella riflessione che la nostra attenzione deve essere massima in un’Italia che vive profonde contraddizioni e coltiva grossolane incoerenze. Una per tutte: si continua in più parti ad ostacolare la vaccinazione anti-covid da parte dei Medici di Medicina Generale e molti farmacisti dopo un breve corso on line si accingono a vaccinare nelle loro farmacie. Allora in questo “festival del paradosso” io dico che voglio un armadio farmaceutico nel mio studio e vendere i farmaci liberamente. Possiamo continuare così…?
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