Anno: XXVIII - Numero 168    
Lunedì 7 Settembre 2026 ore 13:30
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Ospedali al collasso, mancano oltre 10mila medici.

Di Silverio: Il Governo conta i giorni ma evita le riforme attese da tempo'.

Ospedali al collasso, mancano oltre 10mila medici.

“Un governo può festeggiare i giorni passati a Palazzo Chigi, ma i medici e i dirigenti sanitari contano anche altri numeri: oltre 10mila camici bianchi mancanti negli ospedali, 35mila posti letto tagliati nell’ultimo decennio, più di 5 milioni di giornate di ferie arretrate e mai godute, stipendi inferiori alla media europea, condizioni di lavoro insostenibili, aggressioni al personale in aumento e dimissioni volontarie che esplodono.

Questa è l’altra contabilità della sanità pubblica oggi”.

È quanto dichiara il segretario nazionale del sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, mentre a Bari il governo celebra il record di longevità dell’esecutivo.

    Per Anaao Assomed “la longevità politica non ha coinciso pienamente con le riforme attese da tempo”. Tra queste, “il decreto ministeriale che fissa i fabbisogni di personale nei reparti risale al 1988, quasi quarant’anni fa, e non tiene conto né dell’invecchiamento della popolazione né di quello degli stessi professionisti”, inoltre “resta di fatto in vigore il tetto di spesa per il personale ancorato ai livelli del 2004, che di fatto blocca le assunzioni necessarie a colmare i vuoti in organico”.

    “Chi resta in corsia fa i salti mortali ogni giorno, tra reparti accorpati, turni massacranti e pronto soccorso sotto assedio – prosegue Di Silverio -. I nostri colleghi rinunciano alle ferie, subiscono aggressioni verbali e fisiche, vanno in pensione appena possono o lasciano il pubblico per il privato o per l’estero”.

    Inoltre, “aumentare i posti a medicina senza pensare a che fine faranno quegli studenti che tra sei anni si laureeranno è sinonimo di precarizzazione”, aggiunge il segretario.

    Per Di Silverio, un dato positivo reale è rappresentato dalle firme dei contratti di lavoro dopo dieci anni di blocco della contrattazione; “però, come dirigenti medici e sanitari, continuiamo a essere ingabbiati nella pubblica amministrazione con aumenti salariali che non rispondono neanche al tasso di inflazione, regole di ingaggio e di lavoro costruite per gli amministrativi e risorse extracontrattuali che arrivano con il contagocce”.

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