Legge di bilancio 2026: la flat tax al 5% premia gli studi Lapet
La legge di bilancio 2026 introduce una misura straordinaria a sostegno del potere d'acquisto, destinata a cambiare il volto delle buste paga nel settore professionale.
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Si tratta di una tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti nel triennio 2024-2026.
In questo scenario, gli studi che applicano il Ccnl “Tributaristi, Revisori Legali e Società di Revisione”, rinnovato dalla Lapet nel 2025, si trovano in una posizione di netto vantaggio competitivo. Nello specifico, la misura prevede per l’intero periodo d’imposta 2026 che gli aumenti salariali previsti dal rinnovo non saranno soggetti alle aliquote IRPEF ordinarie e alle addizionali locali. Al loro posto, verrà applicata un’imposta sostitutiva ridotta al 5% per i lavoratori con reddito fino a 33.000 euro.
Questa agevolazione trasforma quindi la quota di aumento in un importo quasi interamente “netto”. È importante sottolineare che la contribuzione previdenziale rimane ordinaria, garantendo così la piena tutela pensionistica del lavoratore nonostante il risparmio fiscale immediato.
Pertanto, l’applicazione del contratto Lapet non rappresenta solo un adempimento normativo, ma si configura come un vero e proprio strumento di welfare aziendale. “Grazie al rinnovo del 2025, il nostro contratto rientra perfettamente nel perimetro della flat tax, offrendo ai dipendenti Lapet un beneficio economico che molti altri settori non possono ancora garantire” ha commentato il presidente nazionale Lapet Roberto Falcone.
Oltre ai vantaggi fiscali, il contratto in questione introduce innovazioni sostanziali per rispondere alle sfide del mercato moderno. Solo per citarne alcune: l’introduzione di una dettagliata disciplina sul lavoro agile; l’integrazione datoriale durante il periodo di astensione facoltativa (maternità); la definizione del periodo di prova in proporzione alla durata del lavoro a tempo determinato; la previsione del diritto all’aspettativa non retribuita; l’incremento del periodo di comporto e l’introduzione di specifiche tutele in caso di patologie gravi che richiedano terapie salvavita. “Il nostro contratto è infatti il risultato di un’analisi accurata delle moderne dinamiche lavorative. Essere firmatari di un CCNL proprio, tra l’altro, conferma il ruolo della Lapet come ente esponenziale e associazione maggiormente rappresentativa della categoria. Ciò ci gratifica per il nostro impegno costante nella tutela degli interessi istituzionali e associativi dei tributaristi” ha aggiunto Falcone.
In definitiva, la sinergia tra la vigenza del contratto Lapet e le agevolazioni della legge di bilancio 2026 trasforma il rinnovo contrattuale in una leva economica fondamentale, consolidando gli studi Lapet come ambienti di lavoro all’avanguardia e attenti alla valorizzazione del capitale umano.
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