Archivi notarili: 100 addetti per il controllo di 4,5 mln di atti
Severa contrazione dell'organico, verifiche a campione
L’Ufficio centrale degli Archivi notarili ha subito, nel corso degli anni, una “severa contrazione” delle proprie risorse umane, ritrovandosi attualmente con “una pianta organica di 520” addetti, ma “puntiamo ad arrivare a 640 unità”, grazie ad un testo che dovrebbe approdare nella prossima Legge di Biancio.
A dirlo il Direttore generale dell’Ufficio centrale degli Archivi notarili Renato Romano, nel corso di un’audizione nella Commissione bicamerale per il controllo degli Enti di previdenza, spiegando, poi, “come interviene il nostro controllo sugli atti notarili: ogni due anni tutti i notai d’Italia (attualmente i professionisti sono circa 5.200, ndr) portano tutti i volumi con tutti i loro atti presso l’Archivio di competenza.
E vengono visionati a campione”, sulla base di apposite Linee guida, redatte dallo stesso organismo, essendosi confrontato “con il gabinetto del ministro” della Giustizia e con il Notariato, per effettuare “una campionatura seria ed attendibile, che non lasci spazio ad interpretazioni disinvolte”. Per “avere un’idea dei volumi” da verificare, il direttore ha parlato di “4 milioni e mezzo di annotazioni repertoriali ogni anno: pensare – ha sottolineato dinanzi ai parlamentari – che 100 funzionari specializzati possano controllare 4 milioni e mezzo di annotazioni repertoriali ogni anno è al di fuori di ogni affrontabilità
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