Al Festival del Lavoro debutta il nuovo Ccnl per i consulenti del lavoro e per tutti gli studi professionali
Il nuovo Ccnl copre tutte le esigenze di formazione del personale, di salute e sicurezza e di welfare ampio e non solo
Con la stipula del nuovo contratto collettivo nazionale Studi Professionali (anni 2022-2025), le parti sociali Cifa Italia e Confsal forniscono la migliore risposta possibile alle tante esigenze di un’area lavorativa cruciale. Individuate le criticità, sono state introdotte molte soluzioni innovative con l’obiettivo di valorizzare le figure professionali, creare nuovi posti di lavoro e migliorare le condizioni lavorative.
Il nuovo Ccnl non solo copre tutte le esigenze di formazione del personale, di salute e sicurezza e di welfare ampio (attraverso gli enti bilaterali Epar, Sanarcom e Fonarcom) ma, al fine di aumentare la produttività aziendale e di premiare i lavoratori più assidui, riconosce una gratifica presenze cui più tardi subentrano i premi di risultato. Molto importante è la sostituzione – e questo vale per tutti i contratti Cifa-Confsal – degli scatti di anzianità con gli scatti di competenza, così da legare, con cadenza triennale e in ragione dell’1,5%, gli aumenti periodici della retribuzione agli incrementi di professionalità e di competenza, favorendo la cultura dell’aggiornamento professionale continuo.
Viene anche realizzato in via sperimentale un sistema di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze ai fini contrattuali, utilizzabile per il riconoscimento dell’istituto dello scatto di competenza.
E poi altri istituti ancora, come l’inserimento del lavoratore in progetti formativi biennali di Onboarding e di Re-emplyment; un periodo di prova comparativamente più lungo rispetto a quanto previsto dagli altri Ccnl per favorire la fase di inserimento lavorativo; il ricorso al lavoro agile secondo quanto stabilito dall’Accordo interconfederale sottoscritto nel 2021; il potenziamento della Banca delle Ore per favorire la flessibilità lavorativa; il rafforzamento delle tutele per i periodi di malattia; l’introduzione del “Preavviso attivo” che sostituisce il semplice avviso di licenziamento, così da garantire al lavoratore azioni che lo aiutino nel ricollocamento in un altro studio professionale o in un’altra azienda (placement, percorsi di riqualificazione, ecc.).
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