Anno: XX - Numero 176    
Martedì 22 Ottobre 2019 ore 16:00
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Versamenti arriva la tregua

Proroga versamenti Unico 2019, la scadenza delle imposte sui redditi passa dal 1° al 22 luglio.

Versamenti arriva la tregua

Alla fine il ministro Giovanni Tria ha firmato il decreto per lo slittamento del termine dei versamenti a causa del ritardo nella diffusione del software ufficiale per la compilazione (e quindi per il calcolo delle imposte dovute) delle nuove pagelle fiscali (gli Isa, ossia indicatori sintetici di affidabilità fiscale), che da quest’anno prendono il posto degli studi di settore. Si tratta di un primo (ma importantissimo) passaggio, perché il Dpcm ora va a Palazzo Chigi per la firma del premier Giuseppe Conte. Un “cerotto”, sebbene “fa piacere non sia arrivata, per l’ennesima volta, una proroga all’ultimo minuto”. Così il consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla Fiscalità Maurizio Postal commenta la firma del ministro dell’Economia Giovanni Tria del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per lo slittamento dei termini dei versamenti (per 20 giorni, dal primo luglio, ndr), a causa del ritardo nella distribuzione dei software per i nuovi Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale). “Verosimilmente, avremmo avuto la disponibilità dello strumento negli studi tra il 20 ed il 25 giugno, e sarebbe stato inaccettabile, a ridosso del primo luglio. Non è, comunque, sufficiente – incalza il professionista – ci serve, come abbiamo sottolineato a Tria il 23 maggio e oggi al premier Giuseppe Conte, uno spostamento almeno al 30 settembre”. Il Consiglio nazionale dei commercialisti, supportato anche dalle sempre più insistenti segnalazioni provenienti da tutti gli Ordini territoriali e dai referenti regionali della categoria per la fiscalità, ritiene ormai non più differibile un intervento normativo che disponga, con urgenza, il carattere meramente facoltativo dell’applicazione degli Isa e della compilazione dei relativi modelli per il corrente anno. A portare ad un’inevitabile proroga dei versamenti delle imposte dell’ex modello Unico (modello Redditi 2019) è stata l’introduzione degli Isa, i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale che sostituiscono gli studi di settore a partire dall’anno d’imposta 2018. Il software dell’Agenzia delle Entrate che consente di calcolare il punteggio dell’imprenditore, la pagella che indicherà il grado di affidabilità fiscale del contribuente e che determinerà l’accesso al regime premiale, è stato pubblicato in versione beta il 6 giugno 2019. Tuttavia è la stessa Agenzia delle Entrata a sottolineare sul proprio portale che il risultato del calcolo degli Isa effettuato dal software “non ha carattere di ufficialità” e non può essere ancora utilizzato per la predisposizione della dichiarazione dei redditi 2019. Una situazione paradossale, che ha portato alla richiesta dei commercialisti di rinviare l’adeguamento agli Isa al prossimo anno. Prima Anc e Adc, poi il Cndcec che con il comunicato pubblicato il 6 giugno 2019 lamenta “l’intollerabile ritardo su una novità che impatta sulla quasi totalità dei contribuenti esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo. I tempi sono stretti, anche se viene dato ormai per certo che per le imposte da modello Unico (Redditi 2019) si avrà più tempo a disposizione. Una scelta necessaria se non obbligata, visto che ad oggi è di fatto impossibile predisporre il calcolo delle imposte, operazione per la quale gli Isa hanno un impatto rilevante. Si ricorda che la scadenza ordinaria per il versamento delle imposte sui redditi per i titolari di partita Iva è fissata per l’anno 2019 al 1° luglio (il 30 giugno è domenica). La proroga “ufficiosa” fissa la nuova scadenza al 22 luglio. Il testo del Dpcm di proroga non è ancora stato reso disponibile, ma secondo quanto pubblicato dal Sole24Ore di oggi, il rinvio della scadenza riguarderà anche minimi e forfettari, seguendo lo schema già proposto negli scorsi anni. Non è infatti la prima volta che si assiste ad una proroga dei versamenti relativi all’ex modello Unico. Prima era il software Gerico quello in ritardo, ora è il software per il calcolo degli ISA e l’amara constatazione è che cambiano le norme ma non l’atteggiamento dell’Agenzia delle Entrate e la continua corsa contro il tempo per i titolari di partita IVA e per i commercialisti loro intermediari. Il Presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi, Riccardo Alemanno,  anche nella veste di Presidente dell’Osservatorio nazionale sulla fiscalità di Confassociazioni, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, ai due Vice Presidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini ed al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, in cui, preso atto della concessione della inevitabile proroga per i versamenti da dichiarazione dei redditi, sottolinea che è più che mai necessaria, per il Paese, una semplificazione concreta e che taluni adempimenti devono essere eliminati e non sostituiti, come avvenuto per gli studi di settore soppiantati dagli indici sintetici di affidabilità (ISA), il cui ritardo è stata la, giustificata, causa della proroga. La missiva, però, non è solo una lettera di rito, ma un accorato e sentito appello alle Istituzioni, scrive il Presidente dell’ INT: “…omissis…preso atto della proroga, al 22 luglio, della scadenza dei pagamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi, a causa dei problemi relativi agli indici sintetici di affidabilità (ISA), vorrei evidenziare come tali situazioni, in nome della  tanto auspicata semplificazione, possano essere risolte solo con l’eliminazione di adempimenti e non con la loro mera sostituzione come avvenuto per gli studi di settore sostituiti appunto dagli ISA.” E ancora “Comprendo che le problematiche del Paese siano innumerevoli, dalle clausole di salvaguardia con il rischio di aumento dell’IVA al debito pubblico che assorbe le entrate erariali, ma dare un segnale concreto di semplificazione al mondo imprenditoriale e professionale sarebbe veramente una svolta ed un cambio di passo verso una sburocratizzazione che tutti auspicano ma che stenta a concretizzarsi. Certo capisco che l’eliminazione degli ISA necessiti di una copertura finanziaria, cosa non semplice ma non impossibile. Sarebbe infatti importante che gli adempimenti tributari non fossero, come invece purtroppo accade,  strumenti  spesso volti a far cassa o comunque vincolati a questa necessità, ma strumenti per la gestione di un rapporto fisco-contribuente che, nel rispetto del dettato costituzionale, deve considerare imprese e professionisti risorse da preservare e non da utilizzare per la quadratura dei conti.” Alemanno  conclude con una precisa richiesta che sottolinea il disagio dei contribuenti corretti: “Chiedo pertanto, come ho già richiesto in passato per gli studi di settore, che gli ISA vengano cancellati o siano utilizzati solo a fini statistici per potere individuare forme premianti per i contribuenti corretti, che ne avrebbero tutto il diritto, senza spauracchi di sanzioni o di “correttezza” a pagamento.”

 

 

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