SGOMBERI, LA CASSAZIONE CHIAMA IN CAMPO LA P.A.
Confedilizia: “Basta con i rinvii senza fine, i proprietari non possono pagare l’inefficienza dello Stato”.
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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8640, appena depositata, mette ancora una volta nero su bianco un principio destinato a incidere su anni di prassi incerte: l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari non può restare sospesa tra rinvii e carenze organizzative. L’ufficiale giudiziario – chiariscono i giudici – ha il dovere di procedere, coordinandosi con la forza pubblica, mentre alla pubblica amministrazione spetta l’obbligo di predisporre tutti i mezzi necessari affinché le decisioni dei tribunali trovino effettiva attuazione.
Il passaggio più rilevante riguarda la gestione dei ritardi. La presenza di minori o di soggetti vulnerabili, così come le difficoltà nell’attivazione dei servizi sociali, non costituiscono un’esimente automatica. Possono giustificare un differimento, ma solo entro limiti ragionevoli. Quando invece i tempi si dilatano senza una prospettiva concreta di soluzione, la responsabilità resta in capo al Ministero dell’Interno.
La Cassazione individua con chiarezza il nodo: l’inerzia o l’insufficiente organizzazione delle forze di polizia nel garantire il supporto all’ufficiale giudiziario rappresentano elementi di colpa. Non si tratta di eventi eccezionali o inevitabili, ma di deficit strutturali che lo Stato è chiamato a colmare.
La pronuncia si inserisce in un contesto segnato da migliaia di esecuzioni sospese o rinviate per mesi, talvolta anni, con effetti diretti sui diritti dei proprietari e sulla credibilità stessa della giurisdizione. Se una sentenza non viene eseguita, sottolinea implicitamente la Corte, il sistema perde efficacia.
Il richiamo è dunque duplice: da un lato all’efficienza operativa degli uffici, dall’altro alla responsabilità politica e amministrativa del Viminale. Non basta riconoscere un diritto, occorre renderlo effettivo.
In prospettiva, la decisione potrebbe aprire la strada a contenziosi risarcitori nei confronti dello Stato da parte di chi abbia subito ritardi ingiustificati nell’esecuzione degli sgomberi. Un rischio che rende ancora più urgente una riorganizzazione delle procedure e delle risorse.
Il presidente della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha commentato: “Siamo soddisfatti per i proprietari ma non per i cittadini italiani, costretti a contribuire con le proprie tasse per porre rimedio ad anni di lassismo irresponsabile che il Governo Meloni e il Ministro Piantedosi hanno opportunamente interrotto. Le occupazioni vanno anzitutto prevenute e comunque represse. Per tutelare il diritto di proprietà, per ragioni di sicurezza e decoro, ma anche per salvaguardare i contribuenti”.
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