Anno: XXVIII - Numero 52    
Venerdì 13 Marzo 2026 ore 13:30
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RIFORMA DELLE PROFESSIONI: BASTA LOTTE FRA ORDINI.

Confprofessioni: serve un vero confronto.

RIFORMA DELLE PROFESSIONI: BASTA LOTTE FRA ORDINI.

Il dibattito sulla riforma delle professioni torna ad accendersi mentre il Parlamento accelera l’iter dei provvedimenti che riguardano diversi ordinamenti professionali. Un’accelerazione che preoccupa Confprofessioni, secondo cui il rischio è quello di arrivare a testi normativi non coordinati e potenzialmente destabilizzanti per l’intero sistema.

L’allarme riguarda in particolare il ritiro degli emendamenti al disegno di legge sull’ordinamento forense, passaggio che potrebbe ridurre lo spazio di confronto parlamentare su una riforma destinata ad avere effetti su numerose categorie. Per l’associazione che rappresenta i liberi professionisti, procedere con interventi separati su singoli ordinamenti – come quelli di avvocati o commercialisti – rischia infatti di sganciare queste modifiche dal quadro generale delle professioni ordinistiche.

Una frammentazione legislativa che, secondo Marco Natali, potrebbe alimentare tensioni tra categorie e sovrapposizioni di competenze. «In questi giorni stiamo assistendo a segnali preoccupanti di contrapposizione tra diverse professioni, come dimostra il dibattito emerso sul tema della consulenza legale: si tratta esattamente del rischio che avevamo evidenziato nel corso della nostra audizione in Parlamento», osserva il presidente.

Il riferimento è alle diverse iniziative legislative attualmente all’esame delle Camere: i disegni di legge delega sugli ordinamenti di avvocati, commercialisti e professioni sanitarie sono all’esame della Camera dei deputati, mentre al Senato è in discussione il provvedimento di riordino generale che riguarda quindici categorie professionali.

Per Confprofessioni il punto centrale resta il metodo. L’associazione chiede che la riforma sia costruita attraverso un processo realmente partecipato, capace di coinvolgere tutte le componenti del sistema professionale e di valorizzarne i contributi.

«È fondamentale lasciare al Parlamento il tempo e lo spazio necessari per intervenire sui testi attraverso emendamenti che possano correggere e migliorare l’impianto normativo», sottolinea Natali. Secondo il presidente dell’organizzazione, il confronto non può essere compresso proprio su una materia così delicata, che riguarda competenze professionali, equilibri tra ordini e anche aspetti previdenziali legati alle diverse casse.

Il timore è che ciò che oggi emerge sul fronte della consulenza legale possa riproporsi domani su altre attività professionali, alimentando una competizione tra categorie per l’attribuzione di funzioni e competenze. Una dinamica che, avverte Confprofessioni, rischierebbe di produrre effetti distorsivi sia sul piano dell’organizzazione delle professioni sia su quello della sostenibilità dei sistemi previdenziali.

Per questo l’associazione ribadisce la necessità di un percorso legislativo più ampio e coordinato, capace di evitare conflitti tra ordini e di garantire un quadro normativo chiaro, stabile e orientato all’interesse generale. L’obiettivo, conclude Confprofessioni, deve essere una riforma equilibrata che rafforzi il sistema delle professioni senza creare nuove fratture al suo interno.

 

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