Primo medico in Italia sospeso perché non si aggiorna
Odontoiatra valdostano era stato denunciato da una cliente nel 2012 per "lavori mal eseguiti" collegati all'inadempienza. Sette anni dopo, il verdetto
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Scatta a carico di uno specialista in odontoiatria il primo provvedimento di sospensione dall’esercizio della professione comminato a un sanitario, denunciato da una sua paziente tramite avvocato, perché risulta inadempiente nei confronti del programma di Educazione continua in medicina (ECM), un aggiornamento professionale obbligatorio tramite crediti formativi (partecipazione attiva a corsi e convegni) che peraltro riguarda anche iscritti ad altri ordini professionali, e che in medicina e chirurgia è una pratica obbligatoria da 17 anni. La Commissione esercenti arti e professioni sanitarie-CCEPS ha confermato in secondo grado il provvedimento di sospensione, seppure in misura ridotta da 6 a 3 mesi, confermando quanto stabilito dalla Commissione albo odontoiatri di Aosta a carico del dentista valdostano, che svolge la sua attività in parte anche a Nizza, in Francia. Il professionista era stato deferito da una cliente per “lavori mal eseguiti” ricollegabili, secondo l’istanza del legale, al mancato aggiornamento professionale. L’Associazione italiana odontoiatri, che ha diffuso la notizia, ha commentato: “Dalla vicenda esce un messaggio chiaro: chi non si forma costantemente non può definirsi un buon medico“. Sul caso è intervenuto anche Massimo Tortorella, presidente Consulcesi: “In Italia l’ultimo triennio formativo ECM si è concluso con solo il 54% dei medici in regola. Sebbene i numeri siano in crescita, di fatto quasi la metà dei camici bianchi risulta ancora inadempiente. La strada per evitare di incorrere in meccanismi sanzionatori è sicuramente quella della formazione. Bisogna però aiutare i camici bianchi a investire nella loro professionalità attraverso incentivi e meccanismi premiali, anche a livello di carriera per chi dimostra di essere in regola con l’obbligo ECM”. Massimo Ferrero, della Commissione albo odontoiatri di Aosta, ha sottolineato che la situazione del professionista sanzionato era peculiare: “Esercita anche in Francia dove era stato oggetto di una misura analoga. Nel nostro caso era stato denunciato nel 2012 da una paziente che aveva evidenziato danni riconducibili a lavori mal fatti, a loro volta ricollegabili a un mancato aggiornamento evidente e formalmente comprovabile”.
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