LE TOGHE DIFENDONO UN POTERE INDEBITO
Il presidente dell'Unione delle Camere Penali va giù duro "Scioperano perché la riforma non è scritta sotto loro dettatura"
In evidenza
Il presidente dell’Unione delle camere penali, Gian Domenico Caiazza non ha mai risparmiato giudizi critici, e lucidi, nei confronti di alcune posizioni della magistratura. Lo fa anche oggi, parlando con HuffPost, all’indomani della decisione dell’Associazione nazionale magistrati di scioperare contro la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario.
“Non vi è nessun altro Paese al mondo – ha detto Caiazza – dove per ogni governo che si forma vengono messi fuori ruolo 200 magistrati, e tacete su tutto questo. Volete che il capo di gabinetto e il capo dell’ufficio legislativo del ministero siano dei magistrati e non degli appartenenti al funzionariato di carriera. Non potete chiudervi in un fortino per cui ogni modifica riformatrice la vivete come un assalto”.
Grande preoccupazione per l’annuncio da parte di Anm di proclamare l’astensione quale forma di protesta per i provvedimenti legislativi sull’ordinamento giudiziario, da parte dei giovani avvocati
“Legittimo da parte dei magistrati rappresentare le proprie perplessità in merito ai contenuti della riforma – è il commento del Presidente dell’Aiga, Francesco Paolo Perchinunno – ma allarma, in questa fase, l’uso di tale strumento da parte di uno dei tre poteri dello Stato, quello giudiziario, nei confronti di un altro, quello legislativo. I cittadini si aspettano che le Istituzioni sappiano confrontarsi sempre con lealtà e con spirito costruttivo”,
Altre Notizie della sezione
PROFESSIONI INSIEME IL NOTARIATO SE NE VA
31 Luglio 2026Il Notariato lascia l'associazione denunciando una gestione sbilanciata sui commercialisti e riaprendo la frattura tra le professioni ordinistiche economco giuridiche.
CONTRATTO DEGLI INFERMIERI C’È L’INTESA
30 Luglio 2026Aumento di 240 euro al mese.
TOLLERANZA ZERO PER I FURBETTI DEL BADGE
29 Luglio 2026Confermate le sanzioni al dirigente medico: ritardi e assenze tradiscono il dovere di responsabilità verso il servizio pubblico.
