LA RIMODULAZIONE DEL PNRR UN’ATOMICA SULLA SICILIA
Vi sarebbe anche lo stop all’economia all’idrogeno, da più parti immaginata, soprattutto nell’ambito della precedente giunta regionale, presieduta dall’attuale ministro della Protezione civile Nello Musumeci, quale futuro possibile per la Sicilia.
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«È difficile da credersi, ma secondo una anticipazione del quotidiano “la Repubblica”, ben nove misure sarebbero state poste dal governo centrale fuori dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, a cominciare da tutte quelle per la gestione del rischio alluvione e per la correlata riduzione del rischio idrogeologico. Inoltre, vi sarebbe anche lo stop all’economia all’idrogeno, da più parti immaginata, soprattutto nell’ambito della precedente giunta regionale, presieduta dall’attuale ministro della Protezione civile Nello Musumeci, quale futuro possibile per la Sicilia.
In totale, si parla di 15,9 miliardi sui 191,5 complessivi del Piano per l’Italia. Si tratterebbe di progetti che non riescono ad avanzare in alcun modo, di denaro che non si riesce a spendere, come per tantissimi altri preziosi contributi sprecati del passato, tornati al mittente per la storicamente conclamata incapacità progettuale della classe politica meridionale.
Ma davvero il governo Meloni avrebbe dunque deciso di cancellare gli interventi di prevenzione delle alluvioni? Dopo la recente tragedia che ha colpito la Romagna e con un territorio nazionale fragilissimo? Possiamo mai crederlo? L’impatto di queste misure sulla nostra regione sarebbe poi letale. Il contrasto al dissesto idrogeologico è una assoluta priorità per l’Isola. E sull’idrogeno già ci si era immaginati un reale sviluppo diffuso legato a tale energia alternativa, arrivando alcuni addirittura a parlare di Sicilia come hub dell’idrogeno per il Mediterraneo tutto.
Insomma, una volta in più una scelta politica che, se confermata, potrebbe essere una bomba atomica per la già desertificata regione. La deputazione siciliana a Roma, di ogni colore, è pregata di intervenire subito, per capire quanto nell’anticipazione giornalistica vi sia di vero e, nel caso, per evitare ulteriori errori disastrosi per le nostre comunità e il nostro tessuto produttivo. Ancora preferiamo non credere che si sia realmente elaborata una simile “leggerezza”».
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