I RILIEVI DELLA CORTE DEI CONTI SU CASSA FORENSE
È stata pubblicata sul sito della Corte dei conti la determinazione n. 31 del 12.02.2026 sull’esercizio 2023 di Cassa forense che tiene però conto anche di tutti gli eventi successivi, in particolare della riforma previdenziale entrata in vigore il 1° gennaio 2025.
Estraggo qui, per l’attenzione dei miei lettori, quando riferito al bilancio tecnico di Cassa forense e le considerazioni conclusive:
“Bilancio Tecnico
Il bilancio tecnico detiene un’importanza centrale per gli enti previdenziali, in quanto consente di verificare l’equilibrio strutturale fra le risorse finanziarie e l’erogazione delle prestazioni attese sulla base delle regole vigenti e delle dinamiche demografiche e macroeconomiche assunte come scenario.
L’equilibrio strutturale, infatti, è condizione indispensabile ad assicurare la funzione di protezione sociale, costituzionalmente garantita, su un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. L’obbligo di adozione del bilancio tecnico è sancito dall’art. 2, comma 2, del decreto legislativo n. 509 del 1994, che ne prevede l’aggiornamento con periodicità triennale, recepito dal regolamento di contabilità della Cassa che ne sottolinea la centralità.
L’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, richiama le Casse previdenziali privatizzate all’adozione di misure volte ad assicurare l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche, estendendo a cinquant’anni l’arco temporale delle previsioni tecnico-attuariali.
La relazione che accompagna il bilancio tecnico ne illustra i risultati al 31dicembre 2023, ed è redatto ai sensi dell’art. 2, comma 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509. La norma prevede una periodicità di sviluppo del bilancio tecnico su base almeno triennale, redatto secondo le linee guida del decreto Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 29 novembre 2007 e secondo le indicazioni formulate nella nota del Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 7 agosto 2024 che riporta i parametri standard di valutazione adottati a livello nazionale per l’intero sistema pensionistico pubblico.
Con particolare riferimento al presente bilancio tecnico si sottolinea che per lo sviluppo della numerosità degli iscritti contribuenti e per i tassi di crescita reale di redditi sono state utilizzate ipotesi diverse rispetto a quelle dell’occupazione complessiva e della produttività previste nella suddetta nota ministeriale.
Nel rispetto della cadenza triennale di legge, la Cassa ha aggiornato il proprio bilancio tecnico nel 2025 con una base dati al 31.12.2023, con proiezioni relative al cinquantennio 2024 – 2073, sulla base delle linee operative e dei criteri determinati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali Nel presente bilancio tecnico si è tenuto conto delle novità normative introdotte dalla riforma al Regolamento unico della previdenza forense approvato dai ministeri vigilanti con nota del 27 settembre 2024, entrato in vigore dal 1° gennaio 2025.
Tali dati sono stati aggiornati a decorrere dal 31 dicembre 2025, con la redazione di un nuovo documento a valenza triennale particolarmente improntato all’esigenza di dare conto degli scenari economici delineatesi a seguito della pandemia.
Con riguardo alle variabili strategiche utili a valutare le condizioni di sostenibilità economico finanziario la Cassa sul periodo di proiezione di 50 anni ha evidenziato quanto segue:
▪ graduale peggioramento del saldo previdenziale fino all’anno 2059, con un punto di breakeven nell’anno 2044. A partire dall’anno 2060 graduale miglioramento dello stesso fino al 2073, anno in cui il saldo previdenziale torna positivo;
▪ graduale peggioramento del saldo totale fino all’anno 2060, con un punto di break-even nell’anno 2055. A partire dall’anno 2061 graduale miglioramento dello stesso fino al 2064, anno in cui il saldo previdenziale torna positivo, mantenendosi tale ed in trend crescente fino al 50° anno di proiezione;
▪ graduale peggioramento del livello di copertura del patrimonio rispetto alla riserva legale cha passa da 3,37 a 2,03 nel 2063. A partire dall’anno 2064 graduale miglioramento dello stesso che mantiene un trend in crescita fino ad attestarsi su un valore di 2,64 al termine dei 50 anni di proiezione.
Nel rammentare che il presente bilancio tecnico, in continuità con l’omologo bilancio tecnico presentato ai Ministeri vigilanti in sede di riforma, è stato redatto sulla base di ipotesi demografiche ed economico-finanziarie coerenti con quelle utilizzate ai fini della riforma, si ritiene utile precisare che, ove nella proiezione di bilancio tecnico al 31 dicembre 2023 e di cui alla tabella n. 8.1, si tenesse conto sull’anno di proiezione 2024 del patrimonio contabilizzato a bilancio civilistico e pari a migliaia di euro 19.492.971 (+3,16 per cento rispetto al valore di proiezione pari a migliaia di euro 18.895.323), il punto di break-even del saldo totale di gestione migliorerebbe di un anno, passando dal 2055 al 2056.
Questa Corte raccomanda al Collegio sindacale di vigilare sugli effetti e sull’andamento dei dati contenuti nel bilancio tecnico.
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
La Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense è ente con soggettività di diritto privato, configurazione giuridica acquisita a decorrere dal 1° gennaio 1995, a seguito di trasformazione del preesistente ente pubblico con analoghe finalità istituzionali, disposta dal d.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, in attuazione della delega in tal senso conferita dall’art. 1, comma 32, della l. 24 dicembre 1993, n. 537 ed in ossequio ai criteri fissati, nello specifico, dal successivo comma 33, lettera a), n. 4.
Sono organi della Cassa il Presidente (coadiuvato da un Vicepresidente), il Comitato dei delegati, organo elettivo, rappresentativo degli iscritti, il Consiglio di amministrazione, e, al proprio interno, la Giunta esecutiva, e il Collegio dei sindaci. In data 13 gennaio 2023 si è insediato il nuovo Comitato dei delegati e a metà maggio si è avuto il rinnovo delle cariche di cinque Consiglieri di amministrazione, eletti nella seduta del Comitato dei delegati del 28 aprile 2023.
La Cassa è deputata a gestire, in via esclusiva e secondo il disposto dell’art. 21, commi 8-10 della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (recante la “Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense “), i trattamenti pensionistici in favore della categoria professionale degli avvocati del libero foro, secondo l’articolata normativa statutaria e regolamentare adottata in autonomia dall’Ente, nel quadro delle norme primarie concernenti il particolare ordine professionale.
Gestisce, altresì, prestazioni assistenziali in favore degli iscritti e dei loro congiunti, anch’esse oggetto di regolazione autonoma. Rientra, infine, tra gli scopi istituzionali dell’Ente la gestione di forme di previdenza integrativa e complementare.
L’esercizio 2023 registra l’avvio di un ritorno ad ordinarietà nella acquisizione delle entrate contributive, in gran parte esauriti gli effetti delle norme agevolative (esoneri contributivi e dilazioni nel versamento di contributi in scadenza) emanate nel periodo pandemico al fine di attenuare gli effetti negativi sui redditi di lavoratori autonomi e dei professionisti.
In tema di aggiornamento del quadro normativo, va considerato che gli enti previdenziali, in generale, sono stati ulteriormente interessati, con le disposizioni della legge di bilancio relative anche all’esercizio 2023, dai riflessi dell’estensione delle cosiddette misure di sostegno e incentivazione fiscale quali la cd. rottamazione quater e la definizione agevolata dei debiti fiscali, di per sé destinate ad incidere sull’andamento e sui risultati della riscossione dei debiti contributivi. Misure suscettibili di influire in varia misura sui dati dimensionali delle entrate ordinarie iscritte a bilancio, modificandone gli andamenti, nonché sull’entità delle risorse derivanti dalle procedure di riscossione coattiva avviate dalla Cassa presso i concessionari alla riscossione per il recupero dei versamenti pretermessi.
Stante, tuttavia, la facoltà data a determinati enti creditori, tra cui la stessa Cassa forense, di non applicare le disposizioni sul saldo e stralcio di cui al comma 227 dell’art. 1 della l. n. 197 del 2022, il Comitato dei delegati con la delibera n. 8 del 2023, su indicazione del Consiglio di amministrazione (delibera del 19 gennaio 2023 n. 36), ha deciso di non applicare le norme sullo stralcio automatico, limitatamente alle sanzioni civili e interessi di cui all’art. 1, commi 222-228, della citata legge n. 197 del 2022.
Inoltre, il medesimo Comitato dei delegati con la delibera n. 9 del 2023, su indicazione del Consiglio di amministrazione (delibera del 19 gennaio 2023 n. 37), ha approvato l’adesione alle norme sulla definizione agevolata delle somme iscritte a ruolo dal 2000 al 2021, nella considerazione che tale misura comunque consente agli enti aderenti di ottenere il pagamento delle somme dovute a titolo di sola quota capitale e di spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento. Ma anche per i probabili effetti di deflazione del relativo contenzioso, stante la prevista estinzione del giudizio, ancorché subordinata all’effettivo perfezionamento della definizione e alla produzione, nello stesso giudizio, della documentazione attestante i pagamenti effettuati, salvo prosecuzione dell’attività di recupero”).
In tema di contrasto alle omissioni contributive, il Consiglio di amministrazione ha stabilito di reinternalizzare parte della riscossione coattiva sia nei confronti delle omissioni dei pensionati attivi, sia di quelle maggiormente rilevanti degli iscritti. Nella stessa prospettiva ha dato l’avvio, nella seconda metà del 2023, alla Camera di conciliazione, con funzione di deflazionare il contenzioso attraverso un accordo conciliativo per ridurre l’entità delle sanzioni; nonché attuazione alle ulteriori novità normative introdotte dalla già menzionata legge di bilancio 2023, che attengono alla tempistica delle comunicazioni di insolvenza e ai discarichi per inesigibilità dei ruoli da parte degli agenti della riscossione.
Per quanto concerne la missione e la programmazione, va evidenziato che, in assenza di una legislazione specifica e non essendo stato ancora adottato l’atteso regolamento interministeriale in materia di vincoli e limiti agli investimenti da parte delle casse privatizzate (già previsto dal decreto-legge n. 98 del 6 luglio 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 13 luglio 2011, art. 14, c.3, novellato ai sensi dell’art. 1, comma 311, della legge 29 dicembre 2022, n. 197), l’Ente si è dotato di una propria policy e strategia in materia di investimenti, periodicamente aggiornata, riservando alla responsabilità diretta della struttura la funzione di decisione strategica. Per il controllo del portafoglio si è, invece, munita, ad esito di procedura di gara europea aperta, di due advisor esterni che effettuano rispettivamente sia la funzione di controllo ex ante, che ex post, ripetendo nella struttura interna la medesima ripartizione, con separazione dei ruoli secondo le competenze dei due servizi coinvolti: servizio Investimenti (ex ante) e servizio Contabilità e Patrimonio (ex post). L’analisi di Risk management ex post viene elaborata mensilmente e condivisa mensilmente con il Cda e il Collegio Sindacale, unitamente all’elaborato mensile del risk manager interno al servizio Contabilità e Patrimonio. Tale assetto e policy si propongono dichiaratamente di misurare ogni investimento in fase di proposta per cercare di conseguire gli obiettivi istituzionali sotto il profilo sia dell’equilibrio rendimento‐rischio, che della sostenibilità nel tempo.
L’Ente continua, tuttavia, a non essere dotato di un regolamento che fissi i criteri generali dell’attività di investimento patrimoniale.
Al fine, inoltre, di ottimizzare la gestione del portafoglio mobiliare in relazione agli adattamenti rapidi del mercato, il Comitato dei delegati, su proposta del Consiglio di amministrazione, ha scelto di affiancare alla gestione diretta la costituzione di un veicolo multicomparto dedicato (SICAV/SICAF) per la gestione di parte del patrimonio mobiliare. Il progetto, che ha preso avvio nel 2022, prevede che il patrimonio sia gestito da una SGR che funge da Management Company selezionata mediante gara europea, con una gestione di valori rilevanti da apportare sia alla SICAV che alla SICAF.
Al fine, invece, di efficientare la gestione della componente immobiliare è stata decisa la trasformazione del Fondo Cicerone da Fondo mono comparto a fondo multi-comparto, con la nascita dei nuovi Comparti Due e Tre, nei quali sono confluiti gli immobili siti in Italia, posseduti dall’originario Fondo Cicerone.
Sotto il profilo delle modifiche statutarie, si rappresenta che la Cassa, nel 2022, ha posto mano ad una nuova revisione dello statuto, concernente aspetti legati alla governance degli investimenti, nonché taluni temperamenti tanto sul fronte dei contributi, quanto su quello delle prestazioni, dichiaratamente preordinati ad un rafforzamento della tutela degli equilibri della gestione. Modifica, quest’ultima, che allo stato non risulta perfezionata, stante la non ancora pervenuta approvazione da parte del Ministero del lavoro.
Dopo il regolamento concernente gli aspetti previdenziali delle società tra avvocati entrato in vigore nel 2022, si è, inoltre, concluso anche il lungo e complesso iter della riforma previdenziale, che apporta modifiche sostanziali a partire dal 1° gennaio 2025, per effetto dell’introduzione di un nuovo sistema pensionistico di tipo integralmente contributivo (pieno) per i nuovi iscritti e di carattere misto “pro rata” per i professionisti già iscritti in precedenza.
Il nuovo regolamento unico della previdenza forense è stato emanato, a seguito di interlocuzioni con i ministeri vigilanti, con delibera del Comitato dei delegati n. 13 del 23 maggio 2024 e ha ricevuto la prescritta approvazione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali in data 27 settembre 2024.
Nel contesto delle riforme del regime previdenziale è stato, inoltre, introdotto l’istituto della quota di pensione modulare, consistente in una quota di pensione di vecchiaia aggiuntiva, finanziata da contribuzioni volontarie e calcolata secondo il sistema contributivo, e disciplinato il diritto alla pensione minima, conseguibile con integrazioni volontarie legate al reddito.
L’obiettivo di tali significative modifiche al regime previdenziale è quello di affrontare con decisione alcune criticità emerse dal bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2020, che denotava alcune problematiche di lungo periodo riferite alla sostenibilità del sistema previdenziale e alla necessità di una migliore disciplina della spesa assistenziale. È stato, inoltre, approvato ed è entrato in vigore dal 1° gennaio 2024 il nuovo regolamento dell’assistenza, volto a razionalizzare le prestazioni e a legarne l’accesso alla regolarità contributiva, per la fruizione della quasi totalità delle prestazioni, con l’obiettivo di aumentare il tasso di rispetto dell’obbligo contributivo da parte degli iscritti. Lo stesso ha introdotto novità rilevanti orientate sia ad aumentare la platea di coloro che possono vedersi riconoscere le prestazioni, ma anche a riconoscerle a coloro che assolvono correttamente ai loro obblighi dichiarativi e contributivi.
Permane, invece, la carenza di una specifica regolamentazione concernente situazioni di inconferibilità, incompatibilità e conflitti di interesse anche in relazione alla titolarità di incarichi organizzativi e in fondi e strumenti partecipati.
Il Bilancio d’esercizio 2023, approvato dal Comitato dei delegati il 19 aprile 2024, in continuità con l’esercizio precedente, espone risultati positivi, con un avanzo economico pari a euro 1.406.688.476,39, in incremento di misura pari al 39,89 per cento, che porta il patrimonio netto dell’Ente euro 17.629.361.909,13, in aumento dell’8,67 per cento. Il fondo per rischi ed oneri iscritto tra le passività patrimoniali ammonta a euro 558.101.033, in aumento del 49,5 per cento rispetto al 2022.
Tale risultato è frutto dei risultati positivi sia della gestione caratteristica, sia della gestione finanziaria che, affrontate le turbolenze sui mercati finanziari, ha ripreso a contribuire all’equilibrio di Cassa forense.
Positivo nell’esercizio in esame si presenta il risultato della gestione caratteristica che, in raffronto comparativo con i dati del 2022, presenta una variazione positiva del 6,1 per cento, passando euro 1.099.060.425 nel 2022 a euro 1.165.971.963.
Si registra, da un lato, un incremento di circa 100 milioni di euro della spesa per prestazioni istituzionali (+10,7 per cento), nonché un sensibile incremento del fondo rischi con un accantonamento di oltre 150 milioni per fronteggiare eventuali situazioni negative. Il numero dei trattamenti previdenziali erogato è passato da 30.986 del 2022 a 32.206 del 2023. Gli oneri pensionistici sono stati pari a circa euro 1.031.234.000.
Dall’altro lato si riscontra una sostanziale tenuta delle entrate accertate (+7,9 per cento), nonostante il calo degli iscritti alla data del 31 dicembre 2023, il cui numero si attesta a 236.946, in diminuzione dell’1,3 per cento, in una tendenza di lieve graduale decremento sin dal 2021, dovuto oltre che alla riduzione delle nuove iscrizioni (da 8257 del 2022 a 6393 del 2023), anche al significativo incremento delle cancellazioni/sospensioni dagli albi forensi (da 8698 del 2022
a 8043 del 2023). L’incidenza media di 4 avvocati ogni mille abitanti si denota di livello piuttosto alto rispetto agli altri Paesi UE.
Alla riduzione degli iscritti ha fatto, però, da contrappeso il consolidamento della ripresa dei redditi della categoria nel periodo post-covid, legata sia al recupero della perdita del periodo pandemico, sia all’incremento del reddito medio per professionista (5,3 per cento), con conseguente incremento della base imponibile e, quindi, di tenuta della contribuzione accertata. Si sono consolidati i segnali di rialzo del reddito medio dichiarato dalla già menzionata categoria pari ad euro 44.654, con un aumento del 5,3 per cento sul 2022.
Nonostante un miglior incremento del reddito delle donne rispetto agli uomini, permane il gender pay gap in misura pari al 50 per cento.
Su tale grandezza ha comunque inciso l’accertamento del contributo integrativo minimo, la cui composizione, sospesa nel periodo pandemico 2018-2022, è invece ripresa nell’esercizio in esame.
Il saldo della gestione del patrimonio nella sua componente immobiliare e finanziaria registra un incremento a valori contabili che passano da euro 13.260.778.320 nel 2022 a euro 15.030.766.290, con un aumento di euro 1.769.987.970, pari al 13,3 per cento.
Nello specifico, il saldo della gestione del patrimonio mobiliare registra un incremento a valori contabili che passano da euro 11.360.928.177 nel 2022 a euro 13.005.460.935, con un aumento di euro 1.644.532.758 (+14,5 per cento).
La sola gestione finanziaria nel corso del 2023 ha così registrato una performance positiva del +9,2 per cento (+1,6 per cento rispetto al benchmark strategico) contro un 3.27 per cento di “rendimento contabile”, tenuto conto che dal punto di vista economico non incidono le plusvalenze implicite maturate nel 2023 (complessivamente pari a circa 1,62 miliardi) cosi come pesano negativamente le esposizioni di 4,5 miliardi in fondi ad accumulazione (contro i 2,4 miliardi di fondi a distribuzione) che non distribuiscono proventi.
Per quanto concerne la gestione del patrimonio immobiliare, lo stesso è composto dei pochi cespiti in gestione diretta con finalità non strumentali e dalla assai più cospicua massa di quelli che sono gestiti indirettamente, come forme di investimenti consentiti. In particolare, prosegue l’evoluzione della gestione immobiliare indiretta attraverso il fondo “Cicerone”, trasformato in multi-comparto. Come noto, infatti, la Cassa dichiara di non effettuare direttamente investimenti in beni immobili, avendo optato fin dal 2014 per il conferimento dei propri cespiti ad un fondo di investimento immobiliare chiuso (denominato Cicerone), al cui patrimonio partecipa anche con risorse liquide. A partire dal 2020 il predetto Fondo ha subito un processo di trasformazione portato a compimento nel 2022, passando da struttura mono-comparto a struttura multi-comparto, al dichiarato fine di migliorare la differenziazione del rischio di impiego e per indurre un miglioramento dell’efficienza gestionale.
Nello specifico il saldo della gestione del patrimonio nella sua componente immobiliare registra un incremento a valori contabili che passano da euro 1.899.850.141 nel 2022 a euro 2.025.305.356, con un aumento di euro 125.455.215, (+6,6 per cento).
La maggior parte dei valori iscritti in questa voce dello stato patrimoniale, fra le immobilizzazioni finanziarie, è riferita al citato fondo Cicerone, che da solo è valorizzato in misura di euro 1.323.237.698. La gestione del fondo, che dal 2022 è interamente in titolarità della Cassa, è affidata ad una società di gestione del risparmio selezionata con gara.
In proposito alla suddetta governance degli investimenti immobiliari l’Ente ha presentato ai ministeri vigilanti, nei termini previsti, il piano triennale d’investimento 2024-2026 per le operazioni di acquisto e vendita degli immobili disciplinato dal decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Risulta, in effetti, implementata la trasformazione del Fondo Cicerone da Fondo mono comparto a fondo multi-comparto, che ha visto la nascita dei nuovi Comparti Due e Tre, nei quali sono confluiti gli immobili siti in Italia posseduti dall’originario Fondo Cicerone. La nuova struttura prevede che il Comparto Uno detenga, in qualità di unico investitore, la totalità delle quote emesse dai Comparti Due (8.196 quote) e dal Comparto Tre (10.334 quote) e la Cicerone RE Holding BV, ovvero la controllata che detiene l’intero portafoglio immobiliare, sita al di fuori dell’Italia. I due nuovi comparti si prende atto avere iniziato la propria attività rispettivamente ad aprile 2020 (Comparto Due) e ad ottobre 2020 (Comparto Tre).
L’ultimo investimento in ordine di tempo del portafoglio estero è l’immobile storico ad uso uffici di Parigi, sito in Rue d’Artois 33, acquistato dal Comparto Uno per tramite della controllata il 30 settembre 2022.
L’attività di scouting di nuovi asset della holding si è concentrata sul mercato immobiliare tedesco e su quello spagnolo e la gestione sta valutando l’opportunità di esplorare nuove tipologie immobiliari al fine di includere nelle classi target del portafoglio anche nuovi settori, in particolar modo quelli che si sono dimostrati resistenti alle turbolenze di mercato.
Il Comparto Due detiene il portafoglio residenziale precedentemente posseduto dal Fondo Cicerone e si propone di valorizzare e trasformare gli immobili per adattarli a funzioni di residenzialità alternativa e renderli maggiormente in linea con un mercato sempre più esigente.
Il portafoglio immobiliare detenuto dal Comparto Tre è, invece, composto unicamente da immobili a destinazione d’uso strumentale.
L’Ente ha proseguito nell’aggiornamento dei propri assetti di governance e di controllo interno, incluso il Modello ex d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231. In proposito, si ritiene, comunque, di raccomandare una sempre maggiore integrazione tra le informative gestionali e gli organi di governo.
I costi complessivi degli organi statutari, che ammontano ad euro 3.980.599, con un incremento del 6,3 per cento rispetto al dato del precedente esercizio (euro 3.744.039), necessitano di una più coerente rappresentazione unitaria, specificativa ed integrativa della misura degli emolumenti e delle indennità di carica, per una loro più compiuta comprensione e valutazione.
La consistenza del personale in servizio al 31 dicembre 2023 è pari a n. 266 unità, a fronte di una variazione decrementale di 6 unità rispetto all’anno precedente (272), determinata da 4 assunzioni (3 unità a tempo indeterminato e 1 unità a tempo determinato) e 10 cessazioni (di cui 4 per dimissioni, 1 licenziamento, 3 adesioni a progetto di esodo e 2 per pensionamento).
Nel corso dell’anno, con riferimento a 3 unità è stata trasformata la natura del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.
I costi di funzionamento dell’Ente, pari a 35,1 milioni circa, sono stati inferiori rispetto al 2022 dell’1,6 per cento.
Nel 2023 l’Ente ha destinato oltre 68 milioni di euro al welfare. L’importo più rilevante è stato dedicato alla tutela della salute degli iscritti per 33 milioni di euro, di cui 28 milioni per la polizza sanitaria, 20 milioni a sostegno della professione ed 11 milioni a sostegno della famiglia.
La gestione operativa ha prodotto flussi in decrescita, con una variazione negativa del 2,7 per cento rispetto al dato omologo del 2022.
Si registra una diminuzione delle disponibilità liquide che passano da euro 998.322.426 del 2022 a euro 499.475.516 dell’esercizio 2023 (-50 per cento) determinata principalmente dall’attività di investimento.
Per quanto concerne il bilancio Tecnico Attuariale, si osserva che le proiezioni a lungo periodo confermano la sostenibilità del sistema, seppur evidenziando alcune criticità prospettiche che la riforma contributiva appena introdotta si propone di affrontare, in merito alle quali questa Corte raccomanda al Collegio sindacale di vigilare riguardo i riflessi ed effettivi benefici sull’andamento dei dati.
Si osserva, infatti, che nel rispetto della cadenza triennale di legge, la Cassa ha aggiornato il proprio bilancio tecnico del 2018 con una base dati al 26 maggio 2025, con proiezioni relative al cinquantennio 2024 – 2073, tenendo conto delle novità normative introdotte dalla menzionata riforma del Regolamento Unico della Previdenza Forense, approvato dai ministeri vigilanti con nota del 27 settembre 2024, ed entrato in vigore dal 1° gennaio 2025.
I dati sono stati aggiornati a decorrere dal 31 dicembre 2025, con la redazione di un nuovo documento a valenza triennale particolarmente improntato all’esigenza di dare conto degli scenari economici delineatesi a seguito della pandemia.
Con riguardo alle variabili strategiche utili a valutare le condizioni di sostenibilità economico finanziario la Cassa sul periodo di proiezione di 50 anni si evidenzia:
▪ un graduale peggioramento del saldo previdenziale fino all’anno 2059, con un punto di breakeven nell’anno 2044. A partire dall’anno 2060 graduale miglioramento dello stesso fino al 2073, anno in cui il saldo previdenziale torna positivo;
▪ graduale peggioramento del saldo totale fino all’anno 2060, con un punto di break-even nell’anno 2055. A partire dall’anno 2061 graduale miglioramento dello stesso fino al 2064, anno in cui il saldo previdenziale torna positivo, mantenendosi tale ed in trend crescente fino al 50° anno di proiezione;
▪ graduale peggioramento del livello di copertura del patrimonio rispetto alla riserva legale cha passa da 3,37 a 2,03 nel 2063. A partire dall’anno 2064 graduale miglioramento dello stesso che mantiene un trend in crescita fino ad attestarsi su un valore di 2,64 al termine dei 50 anni di proiezione.
La Cassa forense, nel complesso, ha dimostrato di operare con attenzione alla sostenibilità del sistema, affrontando le criticità demografiche e di scenario attraverso importanti riforme strutturali. Permane, tuttavia, l’esigenza di verificare in continuo l’efficacia di tali riforme al fine di garantire la positività dei saldi previdenziali e gestionali nel tempo, nonché la sostenibilità e l’equilibrio economico-finanziario di lungo periodo, a fronte di un quadro demografico che appare destinato a mutare in senso non favorevole.
Conclusivamente questa Corte, nel confermare la positività dei risultati conseguiti, ritiene opportuno ribadire alcune raccomandazioni volte a consolidare la gestione futura:
– prudenza negli investimenti: mantenere un approccio improntato alla massima attenzione nella gestione del cospicuo patrimonio, conciliando gli obiettivi di rendimento con la necessaria mitigazione del rischio, in coerenza con la funzione istituzionale di garanzia delle prestazioni future;
– riguardo quanto precede, data l’entità degli investimenti finanziari, l’adozione di soluzioni di strumenti di eterogestione, nonché la delicatezza e rilevanza della funzione statutaria della Cassa, di voler assicurare una costante ed oculata supervisione circa i livelli di rischio prescelti; la misura e verifica dei risultati conseguiti e degli scostamenti rispetto alle stime e previsioni adottate; nonché alla congruità delle bande di oscillazione previamente individuate nell’asset allocation strategica e tattica;
– monitoraggio dei crediti: proseguire con attenzione nelle attività di recupero dei crediti contributivi e nell’ottimizzazione delle procedure;
– contenimento della spesa: perseverare nelle politiche di razionalizzazione e contenimento della spesa corrente, ivi compresi i costi di funzionamento e per gli organi;
-pieno sviluppo della regolamentazione: completare l’adeguamento del quadro regolamentare interno, con particolare riguardo alla disciplina degli investimenti, delle partecipazioni in strumenti finanziari, delle situazioni di inconferibilità, incompatibilità, conflitto di interessi e tempi di rotazione degli incarichi, funzionale ad una gestione patrimoniale oculata e prudente, in grado di accrescere le garanzie di continuità e solidità dell’Ente a tutela dei diritti degli iscritti;
– vigilanza sul bilancio tecnico: anche il Collegio sindacale è invitato a vigilare costantemente sugli scostamenti tra dati consuntivi e previsioni del bilancio tecnico attuariale, strumento cruciale per la verifica della sostenibilità di lungo periodo.”
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