Anno: XX - Numero 176    
Martedì 22 Ottobre 2019 ore 16:00
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Gli avvocati incrociano le braccia il 25 ottobre

In vista della riforma della prescrizione e per garantire la tutela dei cittadini nel processo penale, l’Organismo congressuale forense annuncia lo sciopero

Gli avvocati incrociano le braccia il 25 ottobre

Per il 25 ottobre, l’Organismo congressuale forense annuncia l’astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie, in ogni settore della giurisdizione, proclamando un giorno di sciopero per manifestare contro la disposizione che inibisce il decorso del termine di prescrizione dei reati a seguito della pronuncia della sentenza di primo grado. Una disposizione, contenuta nella cosiddetta ”legge spazzacorrotti”, che secondo le previsioni entrerà in vigore il 1° gennaio 2020. Giovanni Malinconico, Coordinatore di Ocf, spiega che «L’entrata in vigore della riforma della prescrizione nell’attuale formulazione avrebbe gravissime conseguenze sui diritti fondamentali dei cittadini, i quali vanno dunque debitamente informati e sensibilizzati – denuncia – E’ ferma e consapevole convinzione dell’Avvocatura che il grave problema della intollerabile dilatazione dei tempi del processo penale, come di quello civile e degli altri plessi di Giurisdizione, possa trovare soluzione solo con opportune riforme processuali e, soprattutto, con l’assegnazione alla giustizia di adeguate risorse umane ed economiche rivenienti dalla fiscalità generale, in attuazione dei principi di solidarismo costituzionale, come affermato dal Manifesto dell’Avvocatura Italiana promosso da Ocf lo scorso Aprile”. La disposizione è stata fortemente avversata dall’Avvocatura italiana, che ne ha chiesto il ritiro prima e dopo la sua approvazione. L’Odf ricorda infatti che: «Contrariamente al dichiarato intento che ne ha accompagnato l’emanazione, questa disposizione determinerebbe infatti una sostanziale ed insanabile incertezza riguardo al periodo di svolgimento dei processi penali nel grado di appello ed un allungamento sine die dei tempi di definizione, compresi per di più i procedimenti in cui l’imputato sia stato assolto in primo grado». L’Ocf aderisce, dunque, all’invito formulato dall’Unione camere penali a concorrere, con l’intervento dei propri componenti, all’organizzazione di manifestazioni di protesta su base territoriale e invita tutte le componenti dell’Avvocatura istituzionale ed associativa a valutare l’opportunità di organizzare eventi di sensibilizzazione pubblica su base nazionale. L’Ocf trasmetterà la delibera, oltre che a tutte le rappresentanze istituzionali ed associative dell’Avvocatura italiana, anche al presidente della Repubblica, ai presidenti del Senato e della Camera, al presidente del Consiglio, al ministro della Giustizia, al ministro dell’Economia e delle Finanze e ai capi di tutti gli Uffici giudiziari. Con l’occasione, l’Ocf evidenzierà «la propria disponibilità a riprendere il percorso di concertazione e dialogo avviato a inizio 2019 per arrivare in tempi stretti alla definizione delle più adeguate misure normative atte a ridurre il sovraccarico delle giacenze giudiziarie e alla riduzione dei tempi di definizione dei processi pendenti, ferma l’imprescindibile necessità che siano prontamente abrogate le disposizioni che inibiscono il corso della prescrizione penale».

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