FESTIVAL DEL LAVORO AL VIA: PRODUTTIVITÀ E SALARI LE SFIDE DECISIVE
Centralità delle persone, contrattazione collettiva e innovazione per rilanciare crescita, lavoro e qualità della vita.
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Si è aperta l’edizione numero 17 del Festival del Lavoro dedicata al tema della produttività, indicata come la seconda grande linea strategica per affrontare una fase economica e sociale segnata da profonde trasformazioni. Una sfida che, secondo quanto emerso nel corso dell’inaugurazione, non riguarda soltanto numeri e crescita economica, ma soprattutto la capacità di migliorare la qualità della vita attraverso la valorizzazione delle persone, delle competenze e del lavoro.
Nel dibattito inaugurale è stato evidenziato come il sistema produttivo italiano si trovi oggi davanti a una complessa transizione: da un lato la rivoluzione digitale e tecnologica, dall’altro la perdita di potere d’acquisto dei salari, aggravata dalle tensioni internazionali e dall’aumento dei costi energetici. Vincere questa sfida, è stato sottolineato, significa creare le condizioni per rilanciare la produttività senza sacrificare diritti, tutele e coesione sociale.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del “salario giusto”, definito un vero punto di svolta del sistema delle relazioni industriali. Nel corso dell’intervento è stato ricordato come gli ultimi provvedimenti sul lavoro abbiano posto al centro non la semplice paga oraria, ma il valore complessivo della contrattazione collettiva. Un sistema che, pur essendo spesso oggetto di critiche, viene considerato tra i più avanzati in Europa.
“Ogni tanto trattiamo male il nostro sistema di contrattazione collettiva, ma è un modello all’avanguardia”, è stato spiegato nel corso dell’apertura dei lavori, con un riferimento ai dati elaborati dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, partner scientifico del Festival insieme al Consiglio Nazionale dell’Ordine.
Nel confronto con altri Paesi europei, è stato sottolineato come il sistema italiano presenti caratteristiche uniche. A differenza di altri mercati del lavoro considerati più “flessibili”, quello italiano mantiene una forte rete di tutele costruita proprio attraverso la contrattazione. Nel discorso è stato citato anche il caso spagnolo, indicato come esempio di un mercato formalmente meno legato ai contratti a termine ma, nella sostanza, più precario.
Il modello italiano, invece, è stato descritto come capace di garantire strumenti che in molti altri Paesi europei non esistono o non hanno la stessa diffusione: tredicesima, Tfr, quattordicesima, permessi retribuiti, welfare contrattuale e sistemi integrativi. Un insieme di elementi che contribuisce a definire non soltanto il salario, ma la qualità complessiva del lavoro.
Secondo gli organizzatori, proprio la contrattazione collettiva rappresenta il punto di equilibrio “fra diritti e doveri”, capace di garantire protezione ai lavoratori senza compromettere la competitività delle imprese. In questo quadro, gli ultimi interventi normativi sono stati letti come un riconoscimento del valore della rappresentanza e della qualità dei contratti, senza penalizzare la libertà di associazione sindacale.
“Chiunque sappia garantire una giusta retribuzione e adeguati standard collettivi può essere equiparato alle organizzazioni maggiormente rappresentative”, è stato spiegato, evidenziando come la sfida futura sarà quella di “pesare i contratti per la loro qualità”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione economica internazionale e alle conseguenze che inflazione e caro energia hanno avuto sui redditi delle famiglie. Una pressione che ha eroso il potere d’acquisto e reso ancora più urgente il tema della produttività e della crescita salariale.
Saranno questi alcuni dei temi centrali delle 12 aule tematiche del Festival, che vedranno alternarsi quasi 300 relatori tra esperti, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, accademici e operatori del mercato del lavoro. Un programma costruito per affrontare non soltanto le questioni economiche, ma anche quelle sociali e culturali legate al mondo del lavoro.
Nel corso della manifestazione si parlerà infatti anche di inclusione, solidarietà, welfare, trasformazione delle professioni e sostenibilità sociale, con l’obiettivo di ribadire il ruolo dei Consulenti del Lavoro come presidio quotidiano accanto a famiglie, lavoratori e imprese.
“La nostra è una professione immersa nell’economia reale”, è stato ricordato durante l’apertura. “Ogni giorno milioni di famiglie italiane sono assistite dai Consulenti del Lavoro. Una missione che svolgiamo con onore e orgoglio, mettendo esperienza e competenza al servizio del Paese e delle istituzioni”.
Il Festival si propone così come uno spazio di confronto sulle grandi trasformazioni in atto, ma anche come un’occasione per riaffermare il valore sociale del lavoro e della partecipazione. Un appuntamento che guarda al futuro partendo dalla convinzione che crescita economica, innovazione e tutela delle persone debbano procedere insieme.
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