CHI AGGREDISCE UN MEDICO RESTA IN GALERA
Respinto il ricorso dei familiari di una paziente deceduta: in 25 a Foggia assalirono i sanitari.
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La resistenza a pubblico ufficiale in ospedale e la minaccia aggravata durante l’aggressione ai sanitari sono reati che minano la sicurezza e il corretto svolgimento delle funzioni di chi agisce per interesse pubblico. E giustificano l’applicazione della misura cautelare personale in quanto anche eventuali successivi accertamenti di profili di responsabilità medica comportano il rischio di reiterazione o aggravamento del reato. La Cassazione – sentenza 29684 del 25 agosto – ha respinto il ricorso di uno dei familiari che avevano assalito i sanitari per il decesso della paziente loro congiunta, ricoverata mesi prima per lesioni da investimento stradale, aggressione avvenuta proprio nella sala operatoria dopo l’intervento chirurgico con cui si era cercato di salvarle la vita.
La Corte ha avvallato la decisione del Tribunale che aveva applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dopo aver annullato l’ordinanza contraria del Giudice per le indagini preliminari. Il Gip, infatti, pur riconoscendo la sussistenza di gravi indizi di reato, aveva rigettato la richiesta del pubblico ministero proprio dell’applicazione di misure cautelari al congiunto ricorrente e ai familiari.
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