Spero che nel centrosinistra ci siano le primarie, sì al voto digitale
L'ex direttore dell'Agenzie delle Entrate, Ruffini, in campo per la costruzione di un movimento politico nel centrosinistra: "Non è serio che il campo largo si divida su politica estera e economia".
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“Temo che non si capisca che le primarie, prima ancora che un mezzo per selezionare un candidato, sono soprattutto uno strumento di partecipazione popolare. Spero ci siano”. Così Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e promotore dei comitati Più Uno, parlando delle primarie di coalizione del centrosinistra, in un’intervista al Resto del Carlino.
“Non è serio – ha aggiunto – che il campo largo, con un contesto internazionale di tale delicatezza, presenti in Parlamento mozioni distinte. Essere divisi sulla politica estera significa non avere una visione di Paese. E questo vale per la politica estera come per la politica di sviluppo economico”.
Commentando l’intervento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Venezuela e le sue minacce alla Groenlandia, Ruffini ha detto che, a suo parere, “siamo davanti a una grave rottura dell’idea di ordine internazionale che avevamo. Il dato politico per noi più rilevante, però, riguarda l’Europa. Come Italia, Germania, Francia e assieme come Unione siamo rimasti spettatori”.
Parlando del voto digitale, come strumento per favorire la partecipazione elettorale, Ruffini ha aggiunto: “Oggi col telefono apriamo un conto in banca, effettuiamo pagamenti, riceviamo referti e presentiamo la dichiarazione dei redditi. È mai possibile che non troviamo un modo anche per votare garantendo la segretezza e l’individualità del voto?”.
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