Governo sotto pressione parlamentare
21 Gennaio 2026Tensioni interne rallentano riforme chiave.
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Tensioni interne rallentano riforme chiave.
E il bazooka di Macron è lo strumento migliore per demolire tutto.Da Seoul la premier dice di non condividere i nuovi dazi annunciati da Washington. Ma con l’alleato è meglio restare alleati.
Risoluzione bipartisan: «Sì a un Iran libero». Ma il M5S si astiene...
Il fronte del No pensa al dopo voto e prova a “ritoccare” la riforma per “via ministeriale”.
Quando non c’è una linea precisa, credibile e coerente, di fatto una coalizione politica è destinata a non reggere le sfide che quotidianamente deve affrontare.
Petardi, fumogeni, bombe carta e aggressioni ai “colleghi che lavorano per le multinazionali”: si scrive sciopero dei taxi, si legge protesta di una lobby che vuole imporsi come casta.
Da Sala a Delrio, passando per Manfredi assente giustificato: maschi maturi, ex renziani e cattolici in salotto cercano il centro perduto, temono Schlein, invocano Prodi, scongiurano Renzi e le primarie.
Dalla politica estera alle riforme istituzionali, la premier rivendica scelte e rilancia: il 2025 come anno della svolta.
Ovvero la passione della sinistra per i dittatori. E anche della destra. E talvolta anche del centro. Insomma, di tutta Italia.
L'ex direttore dell'Agenzie delle Entrate, Ruffini, in campo per la costruzione di un movimento politico nel centrosinistra: "Non è serio che il campo largo si divida su politica estera e economia".
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