Riforma forense al traguardo
Bollinatura del Mef e testo alle commissioni Giustizia. Audizioni la prossima settimana, via libera definitivo atteso entro novembre.
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La riforma dell’ordinamento forense entra nella fase decisiva del suo percorso parlamentare. Il testo ha ottenuto la bollinatura del ministero dell’Economia e delle Finanze ed è stato trasmesso alle commissioni Giustizia di Camera e Senato, chiamate ora a esprimere il proprio parere entro il 26 novembre. La prossima settimana sono già in calendario le audizioni, passaggio che consentirà di raccogliere le osservazioni delle categorie interessate e valutare eventuali modifiche al provvedimento.
Dopo il via libera delle commissioni, il disegno di legge tornerà all’esame del Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. L’obiettivo dichiarato è chiudere l’iter entro novembre, evitando così il ricorso a proroghe per le istituzioni forensi che dovranno procedere ai rinnovi con il nuovo quadro normativo.
A seguire da vicino il percorso parlamentare sono i presidenti delle commissioni Giustizia, Ciro Maschio alla Camera e Giulia Bongiorno al Senato, entrambi relatori del provvedimento. Maschio ha auspicato un esame rapido, nella consapevolezza che i tempi della riforma si intrecciano con le prossime scadenze elettorali e organizzative degli organismi rappresentativi dell’avvocatura.
Sul piano dei contenuti, la riforma interviene innanzitutto sul perimetro delle attività professionali riservate agli avvocati. Vengono ampliate le competenze riconosciute alla categoria, includendo la negoziazione assistita, la mediazione e la consulenza legale stragiudiziale. Un’estensione che punta a rafforzare il ruolo dell’avvocato anche nella gestione preventiva delle controversie e nella ricerca di soluzioni alternative al contenzioso giudiziario.
Un altro capitolo riguarda l’organizzazione dell’attività professionale. Il testo disciplina le associazioni professionali e le società tra avvocati, introducendo limiti stringenti alla partecipazione dei soci di capitale. L’obiettivo è definire un equilibrio tra le nuove esigenze organizzative degli studi e la salvaguardia dell’indipendenza della professione.
La riforma affronta inoltre l’accesso alla professione, con interventi sull’esame di Stato, e ridisegna alcuni aspetti della governance degli ordini professionali. Prevista anche una revisione del sistema disciplinare, con modifiche alle regole che governano responsabilità e procedimenti nei confronti degli iscritti.
Il passaggio parlamentare rappresenta dunque un momento cruciale per una riforma che tocca identità, autonomia e organizzazione dell’avvocatura. Non si tratta soltanto di aggiornare una normativa, ma di ridefinire il ruolo della professione in un mercato dei servizi legali profondamente cambiato. Le audizioni della prossima settimana saranno il primo banco di prova per verificare quanto il testo sia in grado di raccogliere le istanze della categoria. Il traguardo di novembre resta l’obiettivo politico e istituzionale, ma saranno i contenuti definitivi a stabilire la portata effettiva del cambiamento.
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