Patrocinio, emendamento riammesso
L’Ucpi chiede l’approvazione della norma per evitare incertezze procedurali e aggravi di lavoro per avvocati e cancellerie.
La proposta emendativa sul patrocinio a spese dello Stato torna in pista. La presidenza della Commissione Giustizia ha infatti deciso, nella seduta del 3 novembre 2026, di riammettere l’emendamento al decreto-legge 168/2026, relativo ai termini per proporre opposizione contro il decreto di pagamento delle spese di giustizia. Una decisione accolta con soddisfazione dall’Unione delle Camere Penali Italiane, che aveva sollecitato un intervento del Parlamento per correggere una situazione normativa suscettibile di produrre difficoltà applicative.
L’emendamento aggiuntivo, presentato dall’onorevole e avvocato Varchi e da altri parlamentari, era stato inizialmente dichiarato inammissibile. Dopo un ulteriore approfondimento, la presidenza ha però cambiato orientamento, riconoscendo la necessità di precisare espressamente il termine per l’opposizione al decreto di pagamento delle spese di giustizia.
La motivazione della riammissione è legata proprio all’esigenza di evitare che il termine debba essere ricavato esclusivamente attraverso l’interpretazione delle disposizioni vigenti. Una situazione che, secondo la presidenza della Commissione, potrebbe determinare «disallineamenti applicativi e disfunzioni del procedimento».
Sono state quindi riammessi i due emendamenti di contenuto identico, il 2.03, a firma Varchi, e il 2.04, a firma Bisa, che puntano a introdurre un riferimento temporale certo per la presentazione dell’opposizione.
La decisione va nella direzione indicata dall’Unione delle Camere Penali Italiane nella lettera aperta del 26 ottobre scorso, con la quale l’organizzazione aveva chiesto ai componenti della Commissione Giustizia di sostenere la modifica normativa. Al centro della presa di posizione dell’UCPI c’era il rischio che l’assenza di una disciplina esplicita potesse tradursi in un aggravamento degli adempimenti per gli avvocati e per le cancellerie, oltre che in una moltiplicazione di prassi operative differenti da ufficio a ufficio.
Per i penalisti, la certezza dei termini processuali rappresenta una condizione essenziale per garantire uniformità nell’applicazione delle norme e scongiurare interpretazioni difformi sul territorio nazionale. La definizione puntuale del termine per l’opposizione consentirebbe dunque di ridurre le incertezze e rendere più lineare la gestione dei procedimenti relativi al pagamento delle spese di giustizia.
L’Ucpi guarda ora al passaggio successivo: la riammissione, infatti, non equivale ancora all’approvazione della norma. L’Unione auspica che la proposta venga votata favorevolmente dalla Commissione e trasmessa all’Assemblea parlamentare per la discussione e la deliberazione definitiva. La partita resta quindi aperta, ma il primo ostacolo è stato superato.
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