No a una riforma nata vecchia, ingiusta e contraria ai principi costituzionali.
Mga in commissione Giustizia della Camera.
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Mercoledì scorso il Sindacato Nazionale Forense è stato audito presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 2629 sulla riforma dell’ordinamento forense.
Per il sindacato è intervenuto il Presidente Cosimo D. Matteucci.
La posizione di MGA è stata netta e senza ambiguità: questa riforma è sbagliata nel metodo e nel merito.
❌ È un testo vecchio, costruito su una bozza elaborata nel 2023 e oggi del tutto inadeguata rispetto ai profondi cambiamenti sociali, economici e tecnologici, a partire dall’irruzione dell’intelligenza artificiale, totalmente ignorata dal disegno di legge.
❌ È una riforma non condivisa dall’Avvocatura, perché frutto di un processo opaco, senza reale concertazione tra le componenti della categoria.
❌ È un testo che non affronta i veri problemi sociali della professione: crisi dei redditi, abbandono della tutela giudiziaria, precarizzazione, monocommittenza, sfruttamento diffuso soprattutto a danno di giovani, donne e avvocatura del Sud.
❌ Ignora completamente la condizione degli avvocati e delle avvocate “falsamente autonomi”, veri lavoratori subordinati senza diritti, per i quali MGA sostiene la proposta di legge n. 735.
❌ Ripropone una visione ottocentesca dell’Avvocatura, inchiodata al solo contenzioso, mentre i processi diminuiscono perché le persone rinunciano ai diritti per costi e tempi insostenibili.
Ma soprattutto, la riforma nasconde un obiettivo politico preciso:
⚠️ l’innalzamento a tre dei mandati elettivi, in palese contrasto con i principi costituzionali e con le recenti pronunce della Corte costituzionale, che confermano il limite dei due mandati come argine all’accentramento del potere. Una modifica mai approvata da alcun Congresso e dunque arbitraria e illegittima anche politicamente.
Mga ha ribadito che all’Avvocatura italiana serve un nuovo ordinamento, capace di ridarle funzione sociale, dignità economica e democrazia interna.
Ma non è questa la riforma giusta.
Questa è una riforma di conservazione del potere, non di tutela della professione.
Qui il link alla registrazione ufficiale dell’audizione:
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