Governare il cambiamento senza perdere il diritto
Gli avvocati di Roma per il Congresso forense di Brescia: aggiornare le regole senza sacrificare principi, garanzie e tutela dei cittadini.
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Il consigliere del Coa capitolino Massimiliano Cesali in vista del 2° Congresso Giuridico Forense di settembre: dobbiamo riuscire sempre a distinguere ciò che va aggiornato da ciò che va difeso
A settembre Roma accoglie l’Avvocatura del Lazio per il 2° Congresso Giuridico Forense del Lazio, dal titolo “Avvocatura e Giustizia: custodire il diritto, governare il cambiamento”.
Governare, non subire. È questo il verbo che oggi definisce la nostra professione. L’Avvocato è il primo interprete del cambiamento sociale. Riceve nello studio i conflitti nuovi, prima ancora del legislatore e spesso della stessa giurisprudenza. Legge il costume e la narrazione pubblica prima che diventino norma, e traduce un bisogno informe in domanda giuridica.
Ma interpretare non significa inseguire. L’Avvocato che rincorre solo l’onda emotiva del momento non governa nulla: fa da megafono. Governare il cambiamento significa ascoltare la società senza perdere la bussola del diritto: il contraddittorio, la certezza della pena, la tutela del più debole, la terzietà del giudice. Sono punti fermi che non seguono la velocità del costume, perché è la loro tenuta nel tempo a rendere affidabile il diritto.
Vale per il singolo Avvocato come per l’Avvocatura nel suo complesso, che deve essere nei tavoli in cui le regole prendono forma, con la voce di chi il diritto lo pratica ogni giorno, non di chi lo osserva da lontano.
Custodire e governare non sono in contraddizione. Si governa bene il cambiamento solo custodendo con fermezza i principi. Un’Avvocatura che sa distinguere ciò che va aggiornato da ciò che va difeso resta credibile agli occhi dei cittadini, prima ancora che delle istituzioni: questo è l’orizzonte del 2°Congresso Giuridico Forense di settembre, a Roma.
Massimiliano Cesali Consigliere del COA di Roma su Il Dubbio
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