Difesa svalutata, dignità calpestata
Meno di 25 euro per un difensore al Cpr di Trapani: compensi simbolici minano diritto di difesa e Avvocatura.
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Il lavoro nobilita l’uomo… tutti gli uomini tranne gli avvocati”, verrebbe da dire davanti a vicende che interrogano non solo la dignità della professione forense, ma la tenuta stessa del diritto di difesa. Meno di 25 euro: è quanto riconosciuto, in prima battuta, per l’attività professionale svolta dall’avvocata del Foro di Caltanissetta Antonella Macaluso, impegnata nella tutela di un cittadino tunisino trattenuto presso il CPR di Trapani.
Una liquidazione che appare simbolica, quasi irridente rispetto alla funzione esercitata. Perché la difesa tecnica non è un adempimento burocratico né una presenza ornamentale nel processo: è presidio costituzionale, garanzia di legalità, strumento concreto attraverso cui il cittadino esercita i propri diritti.
Il successivo intervento del Tribunale di Trapani, che ha accolto l’opposizione al decreto di liquidazione, corregge il caso specifico ma non dissolve il problema. Se la difesa viene compensata in modo meramente apparente, si mortifica l’Avvocatura e si indebolisce l’effettività del diritto di difesa. Senza un riconoscimento economico adeguato, la garanzia costituzionale rischia di restare affermata in teoria e svalutata nella pratica.
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