Tutti uniti oppure Meloni porterà Vannacci a Palazzo Chigi
Renzi su Repubblica lancia un nuovo appello all'unità del campo progressista. Per l'ex premier non c'è spazio per un terzo polo, "chi resta fuori dalle coalizioni diventa irrilevante".
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“Agli amici del centrosinistra dico che se non vinciamo Meloni va al Colle e Vannacci alla guida del governo”. A dirlo è Matteo Renzi, leader di Italia Viva, in un’intervista a Repubblica, chiedendo di tenere le porte della coalizione aperte a tutti. Anche a Carlo Calenda.
Secondo Renzi, Meloni ha fretta di cambiare il Rosatellum. “Gioca il tutto per tutto: se vince fa all-in e si prende il Quirinale”. Dopo che alla Camera i Fratelli d’Italia hanno votato a favore di un emendamento sulle preferenze presentato dai vannacciani, per Renzi sull’ex generale “se lo imbarcano perdono la faccia, se non lo imbarcano perdono le elezioni”.
“Se sta in coalizione, il prossimo vicepremier lo fa Vannacci, altro che Salvini – aggiunge – Per questo mi sto sgolando con gli amici del centrosinistra: basta polemiche, ora uniti e andiamo a vincere. Se non vinciamo, la Meloni va al Quirinale e Vannacci a Chigi”.
Per quanto riguarda le alleanze, il leader di Italia viva sottolinea che “non ci sarà spazio per un terzo polo. Nel momento in cui la partita diventa una sfida all’ultimo voto per chi prende il premio di maggioranza, chi sta fuori dalle coalizioni diventa irrilevante. Anche se Calenda dovesse raggiungere la soglia del 3%, non toccherebbe palla”. E quindi le porte per Azione si dovrebbero tenere “più che aperte, spalancate. Sapendo che Calenda cambia idea sempre la sera prima della presentazione delle firme. Ma comunque meglio avere tutti dentro e vincere che fare questioni di lana caprina e perdere. Prepariamoci ad accoglierlo senza polemiche”.
Tre i punti importanti per Renzi, infine: “Assicurare un presidente della Repubblica non sovranista nel 2029, bloccare l’esodo dei giovani che impoverisce l’Italia e produce un crollo demografico, evitare una svolta Maga anche nell’Ue. Tutti obiettivi che sono più grandi delle nostre differenze. Basta parlarci addosso, ora è tempo di agire”.
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